Ancora crolli a Niscemi: il paese riparte, ma c’è allerta meteo

A Niscemi la terra continua a muoversi. Nel quartiere Santi Croci, il più colpito dalla frana, una palazzina in bilico sul costone ha ceduto ed è precipitata nel vuoto. L’edificio si trovava accanto all’auto rimasta sospesa nel precipizio, diventata una delle immagini simbolo della tragedia. La Protezione civile prosegue il monitoraggio del fronte franoso, mentre cresce la preoccupazione per le condizioni meteo: sono previste piogge abbondanti, un fattore che potrebbe aggravare ulteriormente la situazione.
Ripartenza
Il paese prova intanto a ripartire. Da domani riapriranno le scuole e le attività didattiche riprenderanno regolarmente. Lo ha annunciato il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, in un video pubblicato su Facebook. «Abbiamo già fatto il trasloco dai tre plessi chiusi perché sono nella zona rossa, quelli degli istituti San Giuseppe, Don Bosco e Belvedere. Se le scuole riaprono è perché sono in sicurezza, in una zona non interessata dalla frana. Abbiamo controllato anche i termosifoni, facendo un intervento tecnico e funzionano».
Alla ripresa delle lezioni sarà affiancato anche un supporto psicologico. «Ci saranno anche delle equipe di psicologi che faranno un giro nelle scuole per un’attività di supporto e verifica, un primo approccio per trattare la vicenda che ci ha sconvolti», ha spiegato il primo cittadino.
Nel frattempo emergono elementi che riportano indietro nel tempo. Dalle carte risulta che la sorveglianza del terreno era stata considerata urgente già nel 1997, un dato che alimenta interrogativi sulla gestione del rischio idrogeologico nell’area. Sul piano operativo, il Comune ha pubblicato sul proprio sito l’ordinanza del 30 gennaio della presidenza del Consiglio dei ministri e del capo del dipartimento della Protezione civile nazionale per l’emergenza frana, insieme al Modulo di richiesta assistenza per le cittadine e i cittadini danneggiati.
«È un primissimo contributo di assistenza per la sistemazione d’urgenza», ha chiarito Conti. Per fronteggiare l’emergenza abitativa è stato avviato un censimento degli immobili non abitati, che verrà ulteriormente approfondito nei prossimi giorni, chiedendo la disponibilità di chi intende metterli a disposizione per la locazione. Il sindaco ha confermato che la zona rossa, al momento, resta ferma a 150 metri dal fronte della frana.
L’amarezza del sindaco
Nel suo intervento sui social, Conti ha anche espresso amarezza per alcune reazioni esterne. «C’è una cosa che mi dà fastidio: oggi tutti commentano, sono tutti “Niscemologi”». E ha aggiunto: «Noi siamo una comunità di 25mila abitanti. Siamo una città laboriosa. Abbiamo fatto dei calcoli con dei tecnici: Niscemi e il suo indotto produce un miliardo di euro l’anno. Quindi, chi ci definisce un piccolo Comune prima studi e approfondisca la questione perché le cose non dette bene fanno male».
Il sindaco ha poi contestato le affermazioni sulle presunte «case abusive a Niscemi». «Il nostro centro storico è ripreso in una mappa di 300 anni fa che si trova in un palazzo storico di Palermo. Niscemi è stata fondata da una famiglia storica, quella dei Branciforte. Se qualcuno vuole parlare di Niscemi lo faccia pensando a chi soffre e a chi ha dovuto abbandonare la propria casa e i ricordi più cari».
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