Niente ruspe: a Paratico l’ex centro commerciale può diventare pubblico

Il destino del centro commerciale costruito alle ex piscine di via Mazzini, quello per cui a luglio 2025 il Consiglio di Stato aveva sentenziato l’abbattimento, potrebbe essere più roseo di quanto sembrava fino a pochi giorni fa. La vicenda è intricatissima e i colpi di scena sono sempre possibili, perché quasi ogni provvedimento è suscettibile di essere portato (con ricorso) davanti al Tar.
Nelle ultime ore però la vicenda ha preso una fisionomia nuova che sembrerebbe promettere qualche certezza. Giovedì mattina il responsabile dell’ufficio tecnico comunale e il comandante della Polizia locale hanno effettuato un sopralluogo in via Mazzini e hanno verificato che la curatrice fallimentare, all’opera per conto della società in liquidazione One Italy, non ha eseguito l’ordinanza comunale che intimava l’abbattimento dei tre edifici (costruiti da lei stessa) entro il 27 gennaio.
Nuovo scenario
La mancata esecuzione ha innescato la possibilità (prevista dalla legge) che a questo punto il Comune possa acquisire gratuitamente i tre edifici – un supermercato di 900 metri quadri e due negozi di 400 e 100 metri inseriti in un’area di oltre 5.000 metri quadri – entrandone in possesso in modo «indisponibile», vale a dire non vendibile e non pignorabile come succede per gli immobili che ospitano una scuola, una caserma e simili.
La procedura amministrativa e sanzionatoria è prevista dall’articolo 31 del DPR 380/2001 del Testo Unico Edilizia. Viste le premesse, oggi l’amministrazione comunale paraticese ha imboccato questa strada, e se il lavoro affidato a un tecnico specializzato in materia andrà liscio, entro fine febbraio l’Agenzia delle entrate registrerà la nuova titolarità e il Comune sarà automaticamente il nuovo proprietario.
Il sindaco
Il sindaco Carlo Tengattini ci ha raccontato che «la questione lasciava tre opzioni dopo il mancato abbattimento, ovvero l’abbattimento da parte del Comune e la messa all’asta dell’area, l’area all’asta e la demolizione da parte dell’eventuale acquirente, oppure l’acquisizione al patrimonio indisponibile da parte del municipio. Abbiamo scelto la terza via, che ci è parsa preferibile».
Anche in questo caso però, prosegue, «potrebbe esserci un colpo di scena, per la possibilità di un nuovo ricorso da parte di chi fosse contrario a questa soluzione, fattibile entro 120 giorni dal momento della registrazione dell’Agenzia delle Entrate. Intanto, avvenuta l’acquisizione, quindi tra una ventina di giorni, convocheremo un Consiglio comunale in cui spiegheremo la nostra proposta per la valorizzazione degli immobili.
Potrebbero, tra le altre cose, ospitare in 200 dei 1.400 metri totali la caserma della Polizia locale. Il resto è da decidere, anche perché l’investimento sarebbe oneroso. Non va dimenticato che in parallelo c’è anche la causa pendente per la richiesta di risarcimento danni per 3,5 milioni, quindi la parola d’ordine è cautela».
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