Nel quartier generale della macchina del voto tra scatoloni, urne, timbri e matite

Il lavoro dietro le quinte di Prefettura e Comuni: i seggi sono pronti ad accogliere i 982.288 elettori bresciani
Il magazzino elettorale della Prefettura in via Lupi di Toscana - © www.giornaledibrescia.it
Il magazzino elettorale della Prefettura in via Lupi di Toscana - © www.giornaledibrescia.it
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Se si osserva in modalità panoramica, sembra quasi una danza: un braccio piegato a fare da sostegno, l’altro che si china sul tavolo a un ritmo che ormai si è fatto cadenzato. Prima raccoglie i due registri, poi i fascicoli per i moduli, infine quelli per i verbali: in cima, a formare una piramide, le due preziose guide ai naviganti (i vademecum per lo svolgimento delle operazioni nei seggi), i timbri e il piccolo bouquet che tiene insieme sei matite copiative. Tutto finisce in quelle che gli addetti ai lavori chiamano «bustone» e anche quelle fanno la loro figura: una maxi busta bianca che - per trasformarsi in contenitore - viene sventolata, aperta, riempita e sigillata. Una dopo l’altra, per un seggio dopo l’altro.

Eccolo, il quartier generale della macchina del voto, dove c’è chi pensa ad ogni dettaglio per fare sì che le elezioni filino lisce.

I numeri

L’epicentro sta nel mezzo della ex caserma Randaccio, dove la Prefettura ha battezzato la sua base operativa. È lì, in quel magazzino, che settimane fa tutto ha avuto inizio. Ed è lì che i funzionari e i collaboratori esterni stanno sigillando gli ultimi «bustoni». Anche perché, ormai, il conto alla rovescia è iniziato.

L’election day aprirà i seggi sabato (dalle 14 alle 22) e domenica (dalle 7 alle 23) per accogliere la platea elettorale delle Europee (sono 982.288 gli aventi diritto) e delle Amministrative che decreteranno i nuovi 144 sindaci e Consigli comunali (554.937 i potenziali votanti). Doppie elezioni, doppio lavoro. Basti pensare che per disegnare il futuro emiciclo di Strarburgo, tra città e provincia saranno allestite 1.172 sezioni e in 639 sarà consegnata anche la seconda scheda per le Comunali.

Dentro il magazzino

Ma cosa succede dietro le quinte? Scatole, urne, matite, manifesti, schede: tutto il materiale che fa parte della quotidianità elettorale e che vediamo apparire e scomparire di colpo: qual è la filiera? La gestione di tutto questo richiede parecchio tempo e forza lavoro e coinvolge diversi uffici: «La nostra macchina è partita già da diverse settimane e abbiamo trasmesso la prima tranche del materiale ai Comuni - spiega il viceprefetto vicario Anna Chiti Batelli -: noi siamo un po’ lo snodo e il raccordo tra il centro, ossia il Ministero dell’Interno, e i territori, ossia gli enti locali».

A ogni comune viene riservata una «bustona» - © www.giornaledibrescia.it
A ogni comune viene riservata una «bustona» - © www.giornaledibrescia.it

La prima «spedizione» ha recapitato i manifesti elettorali, mentre l’ultimo atto della filiera saranno le schede elettorali (che non sono custodite in via Lupi di Toscana, ma in un’altra sede). «Questo sarà il lavoro delle prossime ore: ogni Comune, scortato, verrà a prelevare i propri scatoloni per poi smistarli in autonomia nei vari seggi» precisa Chiti Batelli. E se le schede per le Europee arrivano a Brescia direttamente dal Ministero, quelle per le Amministrative si stampano... in casa. Come tradizione vuole, è infatti una tipografia del territorio provinciale a occuparsene, perché «in questo modo la distribuzione oltre a essere meno costosa è anche più semplice». Non è detto che la stamperia sia sempre la stessa: viene selezionata da Roma attraverso un bando pubblico.

Quando il dado è tratto e i seggi si smontano, qual è il destino di tutto questo materiale? Timbri, matite e tutto ciò che può essere riutilizzabile viene restituito alla Prefettura già nella giornata di lunedì: «Non si tratta di una mole di scatoloni ingestibile, perché le schede rimanenti, non essendo più utilizzabili, vanno al macero». Tutto il resto viene invece conservato nel magazzino fino alla successiva consultazione elettorale.

Effetto quorum

«Quella alle porte per noi, come per le forze dell’ordine e le Polizie locali che si occupano dei servizi di sicurezza di schede e seggi, è un’elezione impegnativa perché vanno al voto tutti i 205 Comuni per le Europee e i 144 per le Amministrative» ribadisce il viceprefetto vicario. E di certo gestire tutto (dalle schede ai registri passando per i vademecum) in cartaceo e nulla in digitale rende ancora la logistica molto faticosa, oltre a richiedere una forza lavoro non indifferente tanto per la Prefettura quanto per gli enti locali.

Sullo sfondo di queste elezioni resta infine un’altra incognita: in ben 31 Comuni a presentarsi è stato un solo candidato sindaco. L’obiettivo è raggiungere il quorum, che la legge ha già abbassato dal 50 al 40%, ma se così non fosse? D’ufficio, scatterebbe il commissariamento, ma 31 Comuni da gestire sono davvero molti, anche perché a scendere in campo sono in primis i dirigenti della Prefettura stessa. In primis, «ma non solo - rimarca Anna Chiti Batelli -. Possono essere incaricati anche prefetti in pensione o altre figure che il prefetto in carica, d’intesa col Ministero, stabilisce».

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