Tre femminicidi in Italia nelle ultime due settimane, tutti in qualche modo legati al braccialetto elettronico, hanno riaperto la discussione sullo strumento di controllo, e segnalazione delle violazioni, per persone che sono sottoposte a misure cautelari.
Al centro della questione, in particolare, quei braccialetti elettronici che vengono applicati agli stalker o agli autori di maltrattamenti, sia nella versione con un solo dispositivo, sia in quella con «traker» che viene assegnato anche alla vittima. La Procura della Repubblica di Brescia, che ha un dipartimento dedicato ai soggetti deboli che si occupa di questo tipo di reati, promuove lo strumento, anche se mette in luce alcuni aspetti, soprattutto tecnici e operativi, che possono essere migliorati.




