Nel Bresciano battezzato un bimbo su due

Se l’analisi della Chiesa fosse ridotta solo ai freddi (spietati) numeri ci sarebbe poco da stare allegri. Lo scorso anno (dati Istat) si è toccato il minimo storico con circa il 18% delle persone che almeno una volta a settimana vanno a messa; nel 2001 la popolazione che si dichiarava praticante era il 36,4%, di fatto i fedeli, in un quarto di secolo, si sono dimezzati. Il 31% non ha mai messo piede in un luogo di culto se non per un evento particolare, come matrimonio o funerale. Brescia non fa certo eccezione, anzi.
Guardiamo i battesimi: dal 2007 ad oggi assistiamo a una riduzione del 10% dei battezzati: se nel 2007 i battezzati sul territorio erano il 65,37%, oggi sono il 54,62%. Questi appunto i numeri, ma siccome stiamo parlando di Chiesa e non di una società per azioni che perde quote di mercato, ecco una chiave di lettura che dev’essere per forza diversa, includendo la speranza.
Il documento
Partendo da tutto questo, il vescovo Pierantonio Tremolada ha deciso di dedicare la sua prossima Lettera pastorale al battesimo, definendolo «dono e opportunità», precisando che il documento è «uno sguardo alla vita cristiana in occasione del Giubileo» del prossimo anno. La Lettera pastorale verrà ufficialmente firmata il 15 agosto, festa dell’Assunzione di Maria in cielo; sarà poi in distribuzione in diocesi dal 26 agosto.
Sull’ultimo numero del settimanale diocesano «La Voce del popolo» il vescovo anticipa i contenuti della Lettera. La base di partenza è l’osservazione della realtà. «Oggi è necessario parlare del battesimo – spiega mons. Tremolada – perché tutto ciò che ha a che fare con la fede non è più scontato. Siamo tutti invitati a ritornare all’essenziale. Sono convinto che il battesimo sia un dono e una opportunità».
La scelta
«Il battesimo non è semplicemente una bella celebrazione» sottolinea il pastore della Chiesa bresciana, «il battesimo dei bambini è una scelta dei genitori, l’unica ragione che può portare i genitori a chiedere il battesimo è la convinzione che si tratta di un dono e di una opportunità».
Con il battesimo si entra a far parte della Chiesa cattolica, che oggi (come visto) non riscuote il successo di un tempo. «Ognuno di noi si è fatto un’idea della Chiesa – spiega il vescovo –. La Chiesa è composta da persone straordinarie che nei secoli hanno dato una testimonianza meravigliosa di sé. La Chiesa è prima di tutto la comunione dei santi, l’insieme delle persone che hanno dimostrato al mondo la bellezza del Vangelo con una vita dove la carità, la speranza, l’attenzione ai più deboli, il senso del sacrificio e il servizio ai più poveri è diventato stile di vita. È importante distinguere tra la Chiesa e gli uomini che appartengono alla Chiesa. Purtroppo nella storia si constatano delle ferite, dei comportamenti inaccettabili di persone che fanno parte della Chiesa. Come disse Gesù a Pietro («su di te io edificherò la mia Chiesa»), dobbiamo riconoscere che c’è una dimensione della Chiesa che oltrepassa i confini del nostro comprendere, tutto questo ci consentirà di riconoscere il valore del battesimo ricevuto».
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