Motociclista di Flero morto in Maniva: l’incidente di fronte agli amici

Stava percorrendo in mattinata la strada che dal passo del Maniva alterna tratti di asfalto a sterrati e conduce ad Anfo, quando per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri di Collio, nei pressi della cima Caldoline ha perso il controllo della sua moto ed è caduto in un dirupo.
L’accaduto
La tragedia è avvenuto sotto gli occhi di decine di motociclisti che erano fermi lungo la strada del Baremone, all’altezza di una curva che si affaccia su uno stupendo anfiteatro naturale. La moto – un grosso enduro stradale – guidata da Giorgio Chieribicco, 54 anni di Flero, si stava muovendo a bassa velocità lungo lo sterrato, quando pare che la ruota anteriore sia scivolata su una pietra sporgente e lasciata a vista dalla pioggia intensa di sabato. «Un’insidia evidente e scivolosa che certamente ha colto alla sprovvista il motociclista che senza avere tempo di una qualsiasi reazione, è finito nel vuoto», ha raccontato un testimone alla pattuglia dei carabinieri.
Un salto in un baratro di oltre un centinaio di metri che non ha lasciato scampo al flerese. Sgomenti gli amici rimasti a bordo strada con alcuni che hanno cercato di raggiungere il corpo dell’uomo ma che sono stati bloccati dalle pendenze della scarpata. Tempo dopo il corpo è stato raggiunto da un elicottero del soccorso alpino, ma al medico non è rimasto che constatare il decesso del 54enne.

Passione
«Aveva da poco acquistato una possente Bmw Gs con cui affrontava lunghi viaggi in Europa. Macinava centinaia di chilometri sotto le ruote e a Pasqua era stato in Normandia in una lunga cavalcata per testare la nuova cavalcatura teutonica. La "mukka" come la chiamavano gli altri motociclisti distanti dalla filosofia della GelandeStrasse (fuoristrada/strada) che lascia sognare l’avventura tra panorami di sogno e lunghe strade di asfalto» ricordano alcuni colleghi della Sanitars. Che hanno una grande considerazione per il 54enne che abitava nella casa di famiglia in paese con il fratello più giovane Paolo, il papà Fabrizio e la mamma Agostina Lorenzotti. Quest’ultima è sorella di Luigi, Costanzo e del defunto Pietro Lorenzotti, i patron della grande impresa flerese di lavorazioni di cotone e derivati. Un’eccellenza internazionale, dove Giorgio lavorava «con una versatilità unica, quasi eccezionale». «Sapeva fare di tutto e lo faceva bene. Sempre con il sogno a sera di saltare in sella alla moto e di viaggiare verso il tramonto». Così dedicava i ritagli di tempo libero al suo cane. A Flero lo si vedeva la sera passeggiare lungo i marciapiedi in compagnia dell’animale.
La tragedia
Poi ieri la perdita di controllo della sua moto che ha infranto ogni sogno. «Giorgio era una bravissima persona, un collega prezioso e generoso. Un amico che ci mancherà, cresciuto e maturato nella nostra azienda di cui aveva assimilato i valori e il modo di essere dei Lorenzotti che prima degli affari guardano da sempre a tutelare la socialità in azienda e il valore delle persone» commenta uno dei dirigenti.
Il cordoglio della comunità si è diffuso ieri in paese già poco dopo pranzo quando la notizia è diventata di dominio pubblico: «Sono una brava famiglia, di lavoratori e di gente che guarda alla sostanza e alla genuinità. Un fatto che ci addolora e che ci pone vicino alla famiglia in questo momento di lutto e di dolore» ha commentato il sindaco Pietro Alberti che ha ricordato l’impegno di Giorgio Chieribicco in Sanitars. «Lo incontravo spesso nelle camminate a piedi in paese e talvolta si scambiava anche qualche battuta. Sono rimasto colpito da quanto gli è accaduto» ha concluso il primo cittadino di Flero. Paese dove domani alle 16 si terranno i funerali.
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