Lega: «Inaccettabile che in una moschea si parli di spose di 9 anni»

«Quello che emerge dal video diffuso in queste ore ci lascia senza parole e ci preoccupa enormemente». È la presa di posizione della Lega, che interviene sul filmato registrato nei giorni scorsi dalla trasmissione «Fuori dal coro» alla moschea di via Bonardi in città.
A parlare sono l’onorevole Simona Bordonali, il segretario cittadino Michele Maggi, il capogruppo in Consiglio comunale Massimo Tacconi e il consigliere comunale e vicepresidente della Provincia Fabio Rolfi. Secondo la Lega, nel video si farebbe riferimento a luoghi nei quali «non vengono rispettati i diritti delle donne e delle bambine», con affermazioni giudicate gravissime sul tema dei matrimoni con minori. «È inaccettabile che in Italia si parli di bambine di nove anni come potenziali spose – affermano –. L’integrazione non significa chiudere gli occhi di fronte a violazioni così gravi: chi frequenta questi luoghi deve rispettare le leggi dello Stato italiano».
Il partito lancia un duro monito: «Se anche solo in parte fosse vero che in alcune comunità si tollerano o giustificano matrimoni con bambine, siamo davanti a un crimine gravissimo. Sposare una bambina è un reato e viola i diritti umani fondamentali. Nessuna giustificazione culturale o religiosa può essere accettata».
Il Comune
Nel mirino anche palazzo Loggia. «Il Comune di Brescia – sostengono i rappresentanti della Lega – in questi anni non ha fatto nulla per garantire integrazione e legalità. Accogliere non significa accettare comportamenti illegali o chiudere un occhio davanti a crimini contro le bambine».
Sul piano nazionale, l’onorevole Bordonali ricorda le proposte di legge presentate dalla Lega per rafforzare i controlli sulle moschee e sui loro finanziamenti e per prevenire fenomeni di radicalizzazione. «Non si tratta di attaccare una religione – precisa – ma di garantire che le moschee rispettino le leggi italiane, il codice penale e i diritti fondamentali. La libertà religiosa non può diventare un alibi per calpestare i diritti delle bambine e delle donne».
Iniziativa
A livello locale, il segretario cittadino Maggi annuncia un’iniziativa pubblica: sabato mattina, al mercato di Piazza Loggia, la Lega distribuirà materiale informativo «per spiegare che sposare una bambina è un crimine, comporta gravi conseguenze penali e viola i diritti umani, e per chiarire quali sono i diritti delle bambine e delle donne in Italia».
Nel filmato contestato, la struttura visitata viene definita «moschea», mentre alcuni presenti chiedono di chiamarla «centro culturale». «Qui sta il punto centrale – sottolineano dalla Lega –: è il Comune a rilasciare i permessi urbanistici e ad autorizzare l’uso degli spazi. Se un immobile è autorizzato come centro culturale ma viene utilizzato di fatto come moschea, il Comune non può ignorarlo».
Secondo il Corano una bambina di 9 anni può sposarsi?
— Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) January 25, 2026
Questo è quanto dichiarato dell'imam di #Brescia a telecamere spente.
Il nostro @_FrancescoLeone gli ha chiesto spiegazioni.
Il servizio completo a #Fuoridalcoro è disponibile su Mediaset Infinity pic.twitter.com/JdWfB7ZWZG
Secondo il partito, l’amministrazione comunale dovrebbe intervenire immediatamente, modificando il Pgt e gli strumenti urbanistici per riconoscere formalmente la reale destinazione d’uso degli spazi, oppure impedendo che vengano svolte attività diverse da quelle autorizzate. «Continuare a tollerare moschee mascherate da centri culturali significa rinunciare al proprio ruolo istituzionale», affermano.
In Consiglio comunale
Infine, Tacconi e Rolfi annunciano la presentazione di un ordine del giorno in Consiglio comunale per chiedere a sindaco e Consiglio di prendere le distanze dalle dichiarazioni dell’imam sui matrimoni con bambine e di intervenire «con atti concreti per garantire integrazione, legalità e trasparenza nelle moschee», prevedendo controlli sull’utilizzo degli spazi e una maggiore vigilanza sui luoghi di culto.
«La libertà religiosa è un valore costituzionale – concludono – ma il rispetto delle leggi italiane viene prima di tutto. Non possono esistere zone grigie, ambiguità o silenzi di fronte a crimini contro le bambine».
Al Pirellone
In Consiglio regionale i consiglieri bresciani Diego Invernici e Carlo Bravo e la consigliera Romana Dell’Erba hanno presentato una mozione che invita il presidente della Regione a «condannare formalmente e con fermezza ogni dichiarazione o prassi che possa configurare o legittimare la violazione dei diritti delle donne e dei minori. A ribadire che l’ordinamento italiano vieta il matrimonio con minori, salvo le eccezioni rigorosamente disciplinate dall’articolo 84 del Codice civile, e non ammette alcuna forma di giustificazione culturale o religiosa in contrasto con la legge. A promuovere iniziative di sensibilizzazione e formazione, in collaborazione con scuole, enti locali, associazioni e comunità religiose, sui principi costituzionali, sulla parità di genere e sulla tutela dei minori. A rafforzare le politiche regionali di prevenzione della violenza di genere e dei matrimoni forzati o precoci, nel quadro delle competenze regionali. A segnalare alle autorità statali competenti eventuali situazioni che possano integrare violazioni delle norme vigenti, nel rispetto delle competenze in materia di ordine pubblico e sicurezza».
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