CronacaGarda

Padenghe, muore in acqua: Musiliu Sunmola alla marina da oltre 30 anni

Alice Scalfi
L’uomo, che viveva a Nuvolento, aveva 59 anni ed era padre di tre figli
Musiliu Sunmola
Musiliu Sunmola
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La barca era ferma in porto, le operazioni di routine, come ogni mattina. Ma a un certo punto qualcosa si spezza. Un passo incerto, forse un malore, forse una scivolata. Musiliu Sunmola cade in acqua e non riemerge più. Aveva 59 anni, viveva a Nuvolento, lavorava alla West Garda Marina dal 1989. Tutti lo conoscevano come Tony: una figura discreta, sempre presente in cantiere. Nonostante quasi quarant’anni di lavoro, sembrava non avere età. Sempre lo stesso passo tranquillo, lo stesso modo pacato di stare al suo posto.

Ieri mattina, mentre era impegnato in alcune normali operazioni di manutenzione su un’imbarcazione ormeggiata, è stato visto da lontano cadere in acqua. Alcuni colleghi si sono precipitati, ma lo hanno perso subito di vista. La chiamata ai soccorsi è partita alle 8.40. In porto sono intervenuti la Guardia costiera, i Vigili del fuoco e, in elicottero, i sommozzatori del nucleo di Malpensa. Le ricerche sono durate circa un’ora e mezza. Il corpo è stato ritrovato alle 10.20, a circa tre metri di profondità. Una volta riportato a riva, il personale del 118 non ha potuto far altro che constatarne il decesso.

Sul posto anche la polizia locale della Valtenesi, incaricata di mantenere sgombra l’area, e una pattuglia della Guardia costiera di Salò, delegata dalla Procura per le attività di polizia giudiziaria. Le cause della caduta restano in fase di accertamento: non si esclude un malore, ma potrebbe anche aver battuto la testa.

In silenzio

Il porto, intanto, si è fermato. In silenzio. Molti avevano gli occhi lucidi, qualcuno non riusciva a staccarsi dal molo. La titolare della marina, visibilmente scossa, è rimasta sul posto per tutto il tempo delle operazioni. Tony era una presenza stabile, affidabile, da più di trent’anni. Per chi lavora lì, una colonna, un punto di riferimento. Uno di quelli che sapevano cosa fare senza bisogno di troppe parole. La notizia si è diffusa in fretta tra chi lavora lungo la costa. In tanti sono passati nel corso della giornata, anche solo per chiedere, per capire. Tony era uno di quelli che c’erano sempre.

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L'elicottero dei Vigili del fuoco a Padenghe

La dinamica dell’incidente resta ancora da chiarire nel dettaglio. Non c’erano testimoni vicini al punto della caduta, ma chi lo ha visto da lontano parla di un movimento improvviso, come se avesse perso l’equilibrio.

Le ricerche

Le condizioni dell’acqua – torbida, scura – hanno reso le ricerche particolarmente complesse. Il sommozzatore della Guardia costiera si è immerso per primo, ma ha dovuto rinunciare. Da lì la richiesta immediata al comando provinciale dei Vigili del fuoco, che ha attivato il nucleo di Malpensa. L’elicottero è atterrato direttamente in prossimità del porto, sulla spiaggia più vicina, con i sub pronti a entrare in azione. I tempi dell’intervento sono stati rapidi, ma non è bastato. L’attesa, sulla banchina, è stata lunga e difficile da reggere. Un’ora e mezza trascorsa tra speranza e impotenza. Poi il recupero del corpo, e il silenzio ancora più pesante che lo ha seguito.

Tony era sposato ed era padre di tre figli, che vivono in Inghilterra insieme alla madre. Ieri, al porto, la sua assenza è sembrata subito enorme.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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