Cronaca

L’avvocato Luca Broli: «Nessuno mi ha avvisato della morte di Gatti»

Il legale del nipote condannato per l’omicidio degli zii Aldo e Luisa Donegani: «Non mi era mai stato manifestato alcun problema a livello medico, nulla faceva presagire questo epilogo»
L'avvocato Luca Broli nel 2005, l'anno in cui vennero uccisi Aldo Donegani e Luisa De Leo © www.giornaledibrescia.it
L'avvocato Luca Broli nel 2005, l'anno in cui vennero uccisi Aldo Donegani e Luisa De Leo © www.giornaledibrescia.it
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Avvocato Luca Broli, qual è stata la prima reazione alla notizia della morte di Guglielmo Gatti?

Be’, di stupore, anche perché aveva un'età anagrafica non certo veneranda; quindi, stupore anche perché, pur non vedendolo da qualche anno, nulla faceva presagire un epilogo di questo genere. Neppure durante la sua detenzione mi era mai stato manifestato alcun problema a livello medico da parte sua o da parte del reparto medico del carcere.

A oggi non si conosce la causa di morte?

Non si sa, anche perché c'è un discorso burocratico un po' farraginoso. Non avendo Gatti parenti diretti o collaterali, la questione ha barriere legate alla privacy che impediscono di avere notizie sul fatto. E il carcere, del resto, deve attenersi a discipline legate appunto alla riservatezza.

Quando lo ha visto l’ultima volta?

Anni fa e l'accordo era: ci aggiorniamo dopo agosto 2025 per parlare della possibilità di godere della semilibertà. Un aspetto che peraltro avevo sollevato io, nemmeno lui. E mi aveva detto: «Va bene, si faccia sentire quando vuole, io non ho fretta». E solo ora ho appreso questa notizia che io non ho mai saputo perché nessuno mi ha mai avvisato.

L'avvocato Broli (di spalle) con il suo assistito Guglielmo Gatti durante il processo © www.giornaledibrescia.it
L'avvocato Broli (di spalle) con il suo assistito Guglielmo Gatti durante il processo © www.giornaledibrescia.it

Il fatto che è sepolto a Milano cosa può significare?

Probabilmente nessuno si è interessato a lui e io non sono mai stato contattato da persone di sua conoscenza. Altrimenti immagino sarebbe stato portato nel cimitero di Brescia dove riposano i genitori. L’unico che aveva dimostrato interesse per Guglielmo era il cugino Giovanni purtroppo deceduto nel giorno dell’udienza in Cassazione.

Anni fa, Guglielmo Gatti le aveva detto: «Voglio solo essere dimenticato…»

Diciamo che ha rispettato il proposito… Voleva non essere ricordato e si era sempre opposto all'ipotesi di riapertura del caso, rifuggendo riabilitazioni e quant'altro. Con il suo stile ha deciso di andarsene in questo modo, insomma.

Quindi, adesso, i prossimi passi che lei farà quali sono?

Cercare di capire la causa del decesso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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