CronacaBassa

Morto con la tuta alare: chi era Ludovico Vanoli

Lascia due figli e la moglie Marianna che spesso lo seguiva nelle sue avventure
Ludovico Vanoli © www.giornaledibrescia.it
Ludovico Vanoli © www.giornaledibrescia.it
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Ludovico Vanoli aveva 41 anni e amava volare. Sull’acqua, sulla neve e in aria. Una passione che l’ha preso da ragazzino e non l’ha più lasciato, portandoselo via. È morto ieri per un volo finito come non avrebbe dovuto finire, lasciando due figli ancora molto piccoli e una moglie, ma anche numerosissimi amici in giro per il mondo che condividevano la sua passione.

Vanoli era nato a Montichiari, figlio del noto notaio Angelo Vanoli, ma viveva ormai da tempo tra Milano e Madonna di Campiglio. Proprio a Montichiari aveva creato il primo capitolo del suo sogno: il Wakeparadise che era riuscito ad aprire in una vecchia cava con alcuni amici nel 2012.

Il wakeboard

Pochissimi anni dopo, nel 2015, e in maniera quasi inaspettata aveva scritto il secondo capitolo: un altro paradiso per gli appassionati di wakeboard e cablewake, il Wakeparadise all’Idroscalo di Milano. C’è anche un terzo capitolo: l’impianto aperto a Dello. Sui suoi profili social non si contano le immagini di lui, piedi ben piantati sulla tavola a scivolare sull’acqua, tra mille acrobazie. Era un ottimo atleta. Da giovane aveva anche partecipato a competizioni di livello agonistico e tutt’oggi era tecnico della nazionale italiana di cablewakeboard.

Ludovico Vanoli praticava anche lo sci nautico © www.giornaledibrescia.it
Ludovico Vanoli praticava anche lo sci nautico © www.giornaledibrescia.it

Lo snowboard

Altri panorami, altri voli, altra tavola: lo snowboard. Anche in questo caso, un’enorme passione trasformata in professione, nella gestione con altri soci della scuola di snowboard The Garden a Madonna di Campiglio. Solo pochi anni fa, in un’intervista rilasciata a una testata di settore, aveva spiegato che ogni anno circa ottomila persone imparavano wakeboard e snowboard nelle «sue» strutture.

In volo

Poi, il volo vero. Quello che praticava attraverso lo speed flying, gettandosi a capofitto con il paracadute da alture mozzafiato, e più di recente con il base jumping: la tuta alare con cui ha saltato per l’ultima volta ieri e che lo faceva sentire vivo: «Che cosa bella la vita», scriveva lui stesso qualche tempo fa, a commento di una fotografia che lo immortalava in aria, a un’altezza vertiginosa, con lo sfondo di un orizzonte infinito.

Nelle sue avventure spesso lo seguiva la moglie Marianna, con la quale era sposato dal 2013. A lei si diceva grato, Vanoli, anche per amorevoli attenzioni che dimostrava per i due figli. Un bimbo e una bimba di nove e dieci anni, che ora sono rimasti soli con la loro mamma.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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