È morto Antonio Bonomo, uno dei padri del termoutilizzatore di Brescia

È morto all’età di 74 anni l’ingegner Antonio Bonomo, considerato a buon diritto uno dei padri del termoutilizzatore di Brescia. Laureato al Politecnico di Milano proprio negli anni in cui il sistema di teleriscaldamento gettava le sue pionieristiche basi a Brescia, entrò giovanissimo nell’allora Asm, divenendone negli anni dirigente sino ad assumere il ruolo di vice direttore generale nell’era del presidente Renzo Capra, e direttore del settore Energia. Proprio quello cui faceva capo tutto il segmento della cogenerazione, di cui il termoutilizzatore costituì sul piano tecnico la punta di diamante, integrando il recupero dei rifiuti.
La carriera

Con la nascita di A2A, dalla fusione della milanese Aem e della stessa Asm a Bonomo spettò il ruolo di direttore dei Sistemi energetici della multiutility, ma anche lo scomodo ruolo di ad di Partenope Ambiente, la società del gruppo che avviò il termovalorizzatore di Acerra, negli anni della grande crisi dei rifiuti di Napoli.
Con l’abbandono della tribolata esperienza della governance duale, Bonomo entrò nel primo cda di A2A (2014) con il ruolo di consigliere, in rappresentanza di quella brescianità che si temeva allora messa in ombra da Milano. Tra i numerosi incarichi rivestiti negli anni anche al di fuori di Asm/A2A, quello di presidente di Euroheat & Power, associazione europea per il teleriscaldamento e la cogenerazione.
I funerali
Bonomo, che viveva al Villaggio Sereno, lascia la moglie Beatrice e i quattro figli Davide, Ettore, Orlando e Ludovico. I funerali saranno celebrati mercoledì 18 marzo, alle 15.30 nella Parrocchiale San Filippo Neri del Sereno.
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