Cronaca

Montichiari, presidio Usb all’aeroporto «contro l’economia di guerra»

Presente anche la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Paola Pollini: «Ho ribadito, insieme all’Unione Sindacale di Base, il nostro no all’invio di armi»
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

Presidio all'aeroporto di Montichiari da parte di Usb
Presidio all'aeroporto di Montichiari da parte di Usb

«No all’economia di guerra e all’invio di armi». Presidio Usb fuori dall’aeroporto di Montichiari. La manifestazione è in corso  questa mattina, venerdì 8 maggio,fino alle 13, davanti allo scalo bresciano, in concomitanza con lo sciopero del carico/scarico armi, proclamato dall’Unione Sindacale di Base, per l’intera giornata di oggi. Al centro del presidio, la denuncia del sindacato sul possibile utilizzo dell’aeroporto per voli destinati al trasporto di materiale bellico verso il Medio Oriente e sui rischi per lavoratori, cittadini e territorio.

Presente la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle

Presente tra i manifestanti anche la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Paola Pollini.

«Ho ribadito, insieme all’Unione Sindacale di Base, il nostro no alla guerra e all’invio di armi. La Costituzione italiana ripudia la guerra come strumento di offesa – spiega la consigliera –.  Da anni denunciamo il fatto che, dall’aeroporto civile di Montichiari, stanno partendo sempre più voli diretti verso il Medio Oriente, voli il cui carico d’armi non può che sostenere i conflitti aperti in quei territori. È una contraddizione grave del governo Meloni, che aveva annunciato un congelamento dei contratti con i fornitori di armi a Israele e un sostegno alle popolazioni vittime del governo di Israele. Il Governo era arrivato quasi a deridere iniziative come quelle della Flotilla sostenendo che sarebbe stato suo compito provvedere agli aiuti, per le popolazioni perseguitate dalle guerre. Oggi se ci chiediamo cosa abbia fatto il Governo italiano, la risposta non può che essere niente».

La consigliera ha chiesto un intervento immediato delle istituzioni affinché «queste operazioni siano fermate. No all’economia di guerra, no alla militarizzazione dei nostri territori».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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