Cronaca

Montecampione, un voto che vale 17,5 milioni per salvare il paese

Lunedì è in programma l’assemblea del Consorzio: in gioco c’è il maxi progetto di rilancio della stazione turistica
Il rilancio prevede la sostituzione di tre impianti - © www.giornaledibrescia.it
Il rilancio prevede la sostituzione di tre impianti - © www.giornaledibrescia.it
AA

Sono ore cruciali, a Montecampione, dove lunedì è in programma un’assemblea «storica» per il Consorzio, per una variazione di statuto strategica al progetto di rilancio della stazione turistica. Un incontro preparato con attenzione e spiegato in più occasioni ai consorziati, perché tutti abbiano consapevolezza che «un’alternativa non c’è».

L’operazione

Per entrare a pieno titolo nel progetto da 17,5 milioni, il consorzio deve metterne a disposizione 2,5, da corrispondere in dieci anni (i 250mila euro del 2025 sono già stati stanziati), ma soprattutto approvare in assemblea due passaggi fondamentali: oltre all’approvazione del contributo, va modificato lo statuto per consentire la partecipazione a società di capitale anche senza la presenza di enti pubblici. «Modifiche – spiega il presidente del Consorzio Paolo Birnbaum – che ci lasciano la possibilità di definire di volta in volta l’azione più corretta e sicura da intraprendere, per garantire il progressivo utilizzo dei fondi messi a disposizione, il tutto sotto l’egida della Regione».

Il rilancio prevede la sostituzione di tre impianti: Dosso Beccherie, Splaza e Prato secondino, già oggetto di un Patto territoriale (Pat) con la Regione, e di altre opere propedeutiche alla riapertura graduale dell’intero comprensorio, dalla seggiovia Corniolo alla Dosso Beccherie (la Gardena, Baite e Larice sono già state aperte lo scorso anno). L’intervento verrà effettuato in più fasi, dando precedenza alle attività del Pat e agli impianti in quota. Completa il piano, ma slegato economicamente, l’ammodernamento dell’impianto d’innevamento a 1200-1800 (è stato presentato un progetto su un bando ministeriale per 2,8 milioni).

Project financing

I 17,5 milioni arriveranno da diversi attori: 7,65 dalla Regione (a fondo perduto), 7,35 da investitori privati tra i quali la Plan 1800 srl, 2,5 dal Consorzio e 1,2 milioni dalla Comunità montana e dai Comuni che parteciperanno. L’operazione avverrà attraverso un project financing, con una società di scopo, detta Spv, e dei soggetti attuatori: la Plan1800 come capofila più altre aziende che parteciperanno alla realizzazione delle opere.

«I rischi per il consorziato sono al minimo – spiega Birnbaum –, ma se anche qualcosa non andrà per il verso giusto ciascuno perderà al massimo la quota di cento euro medi all’anno per dieci anni. Non esistono rischi imprenditoriali, ma la certezza che si possano salvare tutti gli impianti da un ulteriore fallimento. Non ci sarà aumento della quota consortile: i bilanci 2024 e 2025 contengono già lo stanziamento di 250mila euro. È un investimento irrisorio rispetto al ritorno che si avrà in termini di rivalutazione del patrimonio immobiliare e di immagine».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.