Aerei sul Monte Orfano: in Franciacorta il fronte di chi chiede di «accorciare» la discesa dei velivoli diretti a Orio Al Serio prova a organizzarsi. A otto anni – correva il 2017 – dalle prime proteste, il rumore fatto dalla lettera pubblicata sul Giornale di Brescia a inizio giugno da un folto gruppo di «Cittadini esasperati» ha provocato un certo movimento nell’Ovest Bresciano.
I problemi
I disagi, quotidiani, sono avvertiti in tanti territori: Coccaglio, Cologne, Adro, Erbusco e Capriolo su tutti. Nel mirino ci sono i «boati molto forti – riferiscono alcuni residenti, in particolare tra Coccaglio e Cologne – vetri che tremano e difficoltà a tenere le finestre aperte». Un problema ancora più sentito con l’arrivo dell’estate. Come spiega Silvio Parzanini, presidente del circolo Legambiente Franciacorta, «abbiamo riattivato i contatti emersi negli anni scorsi sul passaggio continuo di aerei, soprattutto attorno al Monte Orfano. Abbiamo riscontrato una certa disponibilità a riprendere una battaglia complicata, che coinvolge enti e soggetti, anche a livello nazionale».
L’incontro
Sul piatto c’è già una possibile assemblea pubblica, nella seconda metà di giugno, con i cittadini interessati, associazioni e organismi del territorio. La data verrà scelta nei prossimi giorni, «forse già – aggiunge Parzanini – la prossima settimana». L’appuntamento dovrebbe essere all’auditorium di Coccaglio, che già nel febbraio 2023 aveva ospitato un incontro analogo per «chiedere alle autorità del volo e alle società che gestiscono Orio al Serio di modificare le attuali rotte, con il passaggio attorno al Monte Orfano, prima di imboccare la discesa».
Appello
Nella loro lettera, i «Cittadini esasperati» rivolgono un appello anche a tutte le istituzioni «affinché si apra un dialogo serio e sostenibile. Non siamo contrari al progresso, ma crediamo che non si possa sacrificare salute e benessere di intere comunità». Su questo qualcosa si era già mosso, negli anni scorsi, quando le proteste si erano incentrate soprattutto tra Rovato ed Erbusco, subito dopo i lockdown da Covid.
La situazione
«All’epoca – spiega il sindaco di Rovato, Tiziano Belotti – col Comune di Erbusco e altri soggetti del territorio avevamo mandato una lettera a Enac». Nei mesi successivi, il sentiero di discesa era stato lievemente accorciato, spostando così i disagi più a Ovest, soprattutto su Coccaglio e Cologne. «Il tema c’è ed è sentito soprattutto in alcuni Comuni – aggiunge Fabrizio Scuri, sindaco di Cazzago San Martino e presidente di Terra della Franciacorta –. È già stato segnalato e, nei prossimi cda, approfondiremo la questione, cercando di capire concretamente, anche interpellando i numerosi enti preposti al settore aereo, se possono esistere soluzioni alternative. Si tratta, comunque, di una questione decisamente complessa da affrontare ed eventualmente risolvere. Come sindaci, faremo la nostra parte».


