Le prime truppe francesi sono arrivate in Groenlandia

Prende il via a Parigi il Consiglio di difesa convocato da Emmanuel Macron, con la partecipazione dei principali ministri francesi, per fare il punto sulla possibilità di un attacco americano in Iran e sulle minacce degli Stati Uniti alla Groenlandia. I membri del governo sono arrivati all’Eliseo rispondendo alla convocazione del presidente. Nelle stesse ore, fonti militari francesi hanno annunciato che i primi militari di Parigi, che Macron aveva indicato ieri sera come «in viaggio», sono arrivati in Groenlandia per partecipare all’operazione Artic Endurance, «su richiesta della Danimarca».
La riunione del Consiglio di difesa si inserisce in un clima di crescente tensione internazionale, legato sia allo scenario mediorientale sia alla situazione nell’Artico, al centro di dichiarazioni e prese di posizione che stanno coinvolgendo governi europei e istituzioni continentali.
Da Strasburgo
Proprio sul dossier Groenlandia è intervenuto da Strasburgo Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa, parlando davanti al comitato dei ministri dell’organizzazione paneuropea, riunito per la prima sessione dell’anno. «Spetta al popolo della Groenlandia, così come al popolo danese, decidere del proprio futuro. Il diritto dei popoli all’autodeterminazione è un pilastro della nostra sicurezza collettiva», ha dichiarato.

Berset ha richiamato in modo esplicito il quadro giuridico di riferimento. «Per il Consiglio d’Europa il quadro giuridico è chiaro. Qualsiasi ricorso alla forza sul territorio di uno Stato membro costituirebbe una violazione diretta del diritto internazionale», ha affermato. Un messaggio che si collega direttamente alle recenti dichiarazioni del governo americano sulla Groenlandia, giudicate dal segretario generale come un segnale di un cambiamento più ampio nello scenario globale.
«Le dichiarazioni del governo americano sulla Groenlandia contribuiscono a un cambiamento più profondo nell’attuale contesto internazionale, in cui il ricorso alla forza tende a diventare banale», ha detto ancora Berset. E ha aggiunto: «L’accelerazione dei conflitti e degli scontri nel continente e nel mondo non è normale e non deve essere banalizzata».
La Russia
Nel frattempo, anche Mosca ha detto la sua. «La situazione che si sta sviluppando alle alte latitudini è per noi motivo di massima preoccupazione», è la risposta dell’ambasciata russa in Belgio a una domanda del quotidiano russo Izvestia sulla politica della Nato in Groenlandia e nell’Artico. Nel commento, ripreso dall’ufficio stampa, l’ambasciata afferma che «invece di un lavoro costruttivo all’interno delle istituzioni specializzate esistenti, in primo luogo il Consiglio Artico, la Nato ha intrapreso un percorso di militarizzazione accelerata del Nord, aumentando la sua presenza militare con il falso pretesto di una crescente minaccia da parte di Mosca e Pechino».
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