Cronaca

Messe in latino e restaurazione, i bresciani che combattono l’Anticristo

L’associazione Gioberti ha portato il tecnoguru Peter Thiel a Roma: vuole restituire agli italiani di un’«unità spirituale» perduta da ritrovare nell’identità cattolica, nelle radici locali e nei modi di vivere dell’Ancien Régime
Peter Thiel
Peter Thiel
AA

Si racconta che qualche mese fa volessero tenere una messa in latino nel Duomo vecchio di piazza Paolo VI, lì dove ancora si celebra con il rito antico. La Diocesi di Brescia precisa di non aver ricevuto nessuna richiesta, ma di certo nella Chiesa sono ritenute radicali e fumose – per qualcuno inquietanti – le posizioni dell’associazione bresciana Vincenzo Gioberti, che sta godendo di qualche ora di notorietà dopo aver invitato a Roma il tecnoguru Peter Thiel e le sue conferenze sull’Anticristo.

I riferimenti

Ma quali sono le radici di quest’associazione bresciana arrivata a scatenare la profonda contrarietà del Vaticano? Fondata nel 2023 da tre giovani bresciani – Alberto Garzoni, Alberto Andreoli e Matteo Rossi – rende il nome dal presbitero e teorico risorgimentale del neoguelfismo e si ripropone di favorire (si legge sul sito ufficiale) la restituzione agli italiani di un’«unità spirituale» perduta da ritrovare nell’identità cattolica, nelle radici locali e nei modi di vivere dell’Ancien Régime.

Alberto Garzoni davanti al monumento degli Stuart in Vaticano
Alberto Garzoni davanti al monumento degli Stuart in Vaticano

Il presidente è Alberto Garzoni, chairman di Catholics in the Conservative Party (gruppo vicino all’ala tradizionalista dei Tories britannici), il segretario generale è Matteo Rossi, organista e direttore di coro con diverse parrocchie della diocesi di Brescia. I due contribuiscono al blog del sito con frequenti interventi, tra i quali spiccano «Saluto al Duce!», sulla decisione del Comune di Salò di ritirare la cittadinanza onoraria a Mussolini, e «Order of Love or Just War», che lega le politiche migratorie promosse da JD Vance al concetto cattolico dell’ordo amoris. A completare il trittico Alberto Andreoli, vicepresidente classe 1999, militante dei Giovani Padani Valsabbia (costola della Lega che auspica l’indipendenza della Padania).

Se nel Bresciano la Gioberti ha ospitato eventi col generale Roberto Vannacci e con la leghista Silvia Sardone (indicati come riferimenti per la restaurazione di un primato morale e civile), oltre i confini vanterebbe il sostegno dell’ex sottosegretario alla Difesa del Regno Unito sir Julian Brazier. Ecco allora il link con Peter Thiel, fondatore di PayPal e ideologo della Palantir Technologies, la società che fornisce software al Pentagono, alla Cia, all’Fbi, alla Nsa e ai servizi segreti di molti Paesi dell’Occidente.

L’Ice usa la piattaforma per individuare immigrati irregolari, il sistema israeliano di targeting usato per due anni a Gaza è costruito sulla sua tecnologia e lo stesso avviene oggi in Libano e nella guerra contro l’Iran. È un punto di riferimento per l’analisi dei big data nel comparto militare. La visione di Peter Thiel, influenzata dagli studi sul filosofo René Girard, intreccia la fede nel progresso tecnologico con una critica radicale all’etica contemporanea. Per lui l’Anticristo è una figura escatologica che funge da lente interpretativa per la crisi della civiltà occidentale. Il magnate ne cambia di volta in volta l’identikit. La sua tesi, comunque, è che «porre limiti allo sviluppo tecnologico sia la via maestra verso il totalitarismo». La sua è una crociata tecno-teologica che ora trova nuovi seguaci nell’associazione Vincenzo Gioberti.

Alternativa

I soci definiscono Thiel «uno dei pensatori più originali del nostro tempo. Ha il coraggio di denunciare la presenza di forze, più o meno occulte, intente a distruggere ciò che resta della civiltà umana e della sua dignità». E aggiungono: «Siamo un’alternativa autentica e capace, proprio per la forza della sua visione, di comprendere e valorizzare la proposta intellettuale di Peter Thiel». Un intellettuale, insomma, capace di valorizzare la tradizione classica e cristiana contro la crisi dell’Occidente.

Nella quattro giorni di lezioni romane l’anima nera della Silicon Valley ha parlato davanti a laici e seminaristi. Provenivano, pare, dal North American College, dal Cluny Institute e anche dalla Pontificia Università Angelicum, quest’ultima inizialmente indicata come luogo delle conferenze e poi immediatamente smentita (o, più verosimilmente rientrata, su intervento della Santa Sede). Le conferenze erano riservate, su invito e a porte chiuse, con divieto di telefoni e registrazioni.

A sottolineare quel presunto legame inscindibile tra alta tecnologia e ortodossia tradizionale l’evento ha ospitato anche una messa celebrata nel rito antico. La stessa che Garzoni, Andreoli e Rossi avevano richiesto a Brescia invano. E che i rapporti con la Chiesa bresciana siano ontologicamente incrinati lo confermano d’altronde gli stessi soci dell’associazione, che si definiscono una «spina nel fianco della politica locale e della cultura da oratorio di Brescia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Domenica

Rubriche, commenti, approfondimenti e idee da leggere con calma, quando e dove vuoi.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...