Cronaca

Leno, la mensa apre in ritardo di un anno: colpa di un delitto

I fratelli Marrandino, due dei quattro titolari della ditta appaltatrice, sono stati uccisi nel giugno scorso: i lavori alla scuola primaria, ora che le questioni legali sono state risolte, sono ripartiti
Gianantonio Frosio
La nuova mensa nasce di fianco di quella esistente - © www.giornaledibrescia.it
La nuova mensa nasce di fianco di quella esistente - © www.giornaledibrescia.it

Partiti un paio di anni fa grazie ai fondi Pnrr (quasi un milione di euro), i lavori di ampliamento della mensa della scuola primaria avrebbero dovuto terminare l’anno scorso. La nuova mensa, insomma, avrebbe dovuto entrare in funzione a settembre, all’inizio dell’anno scolastico 2024/2025.

E invece i lavori sono ancora in corso: «Chiuderanno entro maggio – assicura la sindaca Cristina Tedaldi che, proprio nei giorni scorsi, ha fatto il punto della situazione con i responsabili del cantiere –. Dall’inizio del prossimo anno scolastico potremo utilizzare i nuovi spazi, che andranno a sommarsi a quelli esistenti: belli e funzionali, ma insufficienti ad accogliere tutti i bambini che fruiscono di questo servizio».

Il motivo

Non è la prima volta che un’opera pubblica segna un ritardo: anzi, purtroppo è prassi assai comune. In questa circostanza, però, a far notizia è la consistenza della sosta e, soprattutto, i motivi che l’hanno generata. Per capire bisogna far riferimento a quello che i fisici e i matematici chiamano «effetto farfalla», presente nella teoria del caos: dice che, in un sistema, piccole variazioni nelle condizioni iniziali possono produrre grandi variazioni a lungo termine.

In pratica: il 15 giugno dell’anno scorso i carabinieri di Marcianise passano in via Astragata, nel Comune di Orta di Atella, in provincia di Caserta. Notano due auto ferme: su una ci sono i fratelli Claudio e Marco Marrandino, sull’altra un uomo che, all’improvviso, con una pistola fredda gli altri due.

I ritardi

Cosa c’entra questo fatto di cronaca con il ritardo della mensa? C’entra perché, insieme con altri due fratelli, i Marrandino uccisi, erano i titolari della ditta che, con regolare gara di appalto, si era aggiudicata i lavori di ampliamento della mensa.

«Questo fatto ha avuto implicazioni sui lavori della nostra mensa – spiega Tedaldi –. Infatti la ditta ha chiesto la sospensiva fino a ottobre 2024, così da poter procedere con un riassetto della società. Ora che le questioni legali e successorie sono state risolte (quelle giudiziarie non sono affar nostro), i lavori sono ripartiti: i responsabili mi hanno assicurato che entro maggio il cantiere verrà chiuso, così che a settembre la nuova mensa sarà pronta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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