Maria Avila Nacho: «Noi a Brescia increduli, ora ci sia democrazia»

«Ci aspettavamo che accadesse qualcosa dall’elezione del 2024, ma non certo un attacco militare. Uno scenario simile per noi era un film di fantascienza. E invece è accaduto».
Maria Avila Nacho, portavoce della comunità venezuelana di Brescia, stenta a crederci. Ogni mattina si sveglia all’alba e la prima cosa che fa è guardare le notizie dal suo Paese. Ieri mattina, però, l’ordinarietà è stata rotta dalle prime cronache da Caracas.
«Abbiamo saputo le prime notizie dal gruppo dei venezuelani in Italia, quando i miei genitori non sapevano ancora niente perché vivono lontano dal luogo dell’attacco. All’inizio non tutti ci credevano, le fake news sono tante e le informazioni dal Venezuela sono molto controllate. Abbiamo avuto la conferma dai social di Donald Trump».
Epilogo inatteso
Da mesi Maria Avila Nacho denuncia anche a Brescia, dove vive ormai da anni, la situazione sociale e politica nella sua terra d’origine, ma nessuno poteva immaginare un epilogo simile. «Ci saranno opinioni contrastanti sull’operazione da parte degli Stati Uniti, ma purtroppo da 26 anni il Venezuela è stato sequestrato da un piccolo gruppo di narcotrafficanti. Ci sono tanti schieramenti politici che interpretano i fatti diversamente ma spesso non si conosce realmente cosa è accaduto prima del 2024 né il perché siamo arrivati a questo punto, bisogna andare a rileggere la nostra storia in maniera imparziale. Per fare un paragone, il gruppo di Maduro ha fatto il doppio di ciò di cui si è reso responsabile Pablo Escobar».
Ma queste divergenze anche tra le comunità locali venezuelane possono innescare tensioni? «Non c’è rischio perché non ci sono le condizioni sociali né gruppi organizzati di miliziani in grado di agire. Ci sono invece stati festeggiamenti, lontano dalle aree a rischio. Si è raccomandato alla popolazione di stare a casa, ma è stato difficile».
E ora cosa accadrà? Questo si chiedono i venezuelani di tutto il mondo, compresi i bresciani acquisiti. «È un punto di domanda – conclude Maria –, non conosciamo le strategie adottate. Ma non penso che si ripeterà ciò che è accaduto in Cile, perché la storia e la politica interna del nostro Paese sono diverse. Ora ci attendiamo che arrivi finalmente la democrazia, è il desiderio di più di 30 milioni di venezuelani».
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