Sono arrabbiati, sono increduli, ma più di tutto sono preoccupati. E, infatti, i sindaci hanno già cambiato lessico: questa volta, di fronte all’ennesima accettata al portafoglio pubblico, parlano di «sopravvivenza» dei loro Comuni. Per capire la ragione basta un numero: 34.561.456 euro, ossia l’importo esatto (al quale si aggiungono i 3.859.070 euro di tagli inflitti alla Provincia, già impigliata in un equilibrio precario) che l’ultima manovra finanziaria prevede di togliere agli enti locali bresciani nell’arco di cinque anni, scippandoli dalla spesa corrente.
Che, per intenderci, è quella parte del bilancio comunale che serve quotidianamente per fare funzionare ogni tipo di servizio: scuole, riscaldamento, assistenza agli anziani, welfare, biblioteche, sport e via discorrendo. Ecco perché questa cifra – che peraltro si somma alla sforbiciata già deliberata lo scorso anno – non è solo un numero, ma risuona come una sentenza.



