CronacaGarda

L’ombra di una gravidanza e la gelosia dietro l’omicidio suicidio di Lonato

Shuai Li aveva in borsa delle ecografie. Entrambi sono morti per dissanguamento: lui aveva la gola tagliata
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Lonato, l'ombra della gravidanza
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Per chi indaga sulla morte di Cristian Catalano e Shuai Li, trovati senza vita nell’appartamento di lui a Lonato martedì sera, il caso è tutt’altro che chiuso. Anche se i primi risultati delle autopsie confermano che la causa delle morte è stata dissanguamento per entrambi. Lui per due profonde ferite alle gola, lei per i tagli sui polsi. Per i test tossicologici ci vorrà più tempo.

Nel quadro ricostruito fino ad ora però sono emerse questioni che devono essere approfondite e soprattutto non è ancora stato possibile escludere in maniera certa che ci sia stato l’intervento di terze persone.

Nella vicenda però sono entrati due elementi che potrebbero finalmente dare risposta alla domanda che si è presentata fin da subito la più complessa: perché? Nelle mani degli inquirenti ci sono dettagli che portano a pensare che Cristian Catalano aveva sviluppato una forte gelosia nei confronti di Shuai Li. Ma soprattutto si è fatta strada l’ipotesi che lei potesse essere incinta: nella sua borsa sono state trovate delle ecografie ginecologiche.

Da capire

L’ipotesi più accreditata per quanto avvenuto tra lunedì e martedì nell’appartamento all’interno del complesso della Madonna della Scoperta dove sono stati trovati i corpi senza vita di Cristian Catalano, 50 anni, e Shuai Li, 45 cinese irregolare in Italia, resta comunque quella che si sia trattato di un omicidio suicidio anche se solo i risultati completi dell’autopsia che è stata eseguita ieri potranno dare indicazioni certe.

Il primo elemento da approfondire è quello che riguarda la ferite che hanno provocato la morte. La donna aveva solo tagli alle braccia, inferti però da un’altra persona, mentre l’uomo è stato trovato con la gola squarciata. Un dato insolito nel quadro di un suicidio ma che potrebbe essere stato il gesto estremo per abbreviare un’agonia che si prolungava. Il secondo elemento è quello di una serie di documenti medici trovati nella borsetta della donna, ecografie ginecologiche, e che potrebbero inserire nel quadro della vicenda una possibile gravidanza.

Il terzo è quello dei sopralluoghi all’interno dell’abitazione che Catalano aveva affittato da un paio di mesi: il corpo della donna, che è morta diverse ore prima, era nella camera da letto, quello dell’uomo nel bagno ma tutti gli ambienti erano imbrattati di sangue: pur senza aver rilevato evidenti segni di colluttazione e con la porta principale chiusa dall’interno, la presenza di un secondo ingresso e il fatto di aver trovato in casa diversi coltelli e delle corde da palestra rende necessari ulteriori accertamenti anche nell’appartamento di Lonato.

Le vittime

Cristian Catalano aveva 50 anni © www.giornaledibrescia.it
Cristian Catalano aveva 50 anni © www.giornaledibrescia.it

Con il passare delle ore si è chiarito il profilo delle due vittime. Cristian Catalano, che lavorava da un anno come operaio in una ditta di Padenghe, era rientrato in Italia dopo che per quasi venti aveva vissuto in Brasile dove si era sposato e aveva avuto figli. Il matrimonio però era naufragato e dopo la separazione aveva deciso di rientrare e si era stabilito sul Garda. La sua grande passione era il body building e nel suo appartamento sono stati trovati numerosi farmaci utilizzati per accrescere la massa muscolare.

Shuai Li era in Italia da clandestina da qualche anno, aveva raggiunto il fratello che cucina in un ristorante, e lavorava in un centro massaggi di Desenzano. Lì ha conosciuto Catalano e hanno allacciato una relazione tanto che lei ha passato da lui il week-end di Pasqua, al termine del quale si è consumata la tragedia.

Carabinieri e Procura della Repubblica vogliono prima di tutto escludere che qualcuno, negli ambienti frequentati da lui, ma soprattutto da lei, abbia cercato di mascherare da suicidio un duplice omicidio. L’ipotesi più accreditata comunque resta quelle di un’azione deliberata dell’uomo, prima contro la donna e poi contro se stesso. Shuai Li non si è difesa e il test tossicologico eseguito insieme all’autopsia, i cui risultati arriveranno nei prossimi giorni, potranno forse chiarire se fosse stata avvelenata o stordita con qualche sostanza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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