Strage, sentenza senza effetto: Toffaloni non verrà mai estradato

Storica, ma destinata a rimanere solo sulla carta. La sentenza di condanna di Marco Toffaloni, qualora passasse indenne al vaglio dei giudici di appello e di Cassazione e divenisse definitiva, ben difficilmente sarà eseguita.
Niente estradizione
Il neofascista veronese, condannato per fatti compiuti 51 anni fa, quando di anni ne aveva sedici anche se ancora per cinque giorni, nel 1984, oltre a cambiare nome in Franco Maria Muller, è divenuto cittadino svizzero. Da tempo vive a Landquart nei Grigioni, lo fa con l’assegno di sussistenza che gli passa mensilmente il cantone e, almeno per ora, gode della protezione che gli assicura il diritto elvetico.
A differenza di quanto ritiene la giustizia italiana, per Berna il reato di strage consumato 51 anni fa è ampiamente prescritto. Non solo Toffaloni/Muller non doveva essere condannato, ma nemmeno portato a processo. Questa la ragione per la quale, richiesta di accompagnarlo a Brescia per assistere al processo, l’autorità elvetica non solo ha escluso il suo accompagnamento coattivo, ma ha già fatto sapere nello scorso autunno che non concederà mai la sua estradizione. Anche in caso di sentenza definitiva.
Assente

Anche giovedì 3 aprile il 68enne non era in aula. A comunicargli il verdetto è stato il suo difensore, l’avvocato Marco Gallina. «Si tratta di una sentenza particolarmente severa – ha affermato il difensore lasciando il tribunale dei minori –: ora attendiamo le motivazioni e poi valuteremo il da farsi. Può avere influito l’assenza di Toffaloni dall’aula? Non sono in grado di dirlo ora. Vedremo cosa c’è scritto nelle motivazioni. Per adesso non posso fare altro che aspettare».
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