Dramma in Tunisia: motociclista bresciano muore travolto da un camion

Lino Massara, 66enne dipendente dell’Inps, era in viaggio con alcuni amici centauri. Il dolore del figlio Francesco: «La moto era la sua passione, condivisa spesso con mia madre»
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Bresciano investito e ucciso in Tunisia
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Tra le dune del deserto del Sahara e il mar Mediterraneo alla scoperta di paesaggi meravigliosi. Il tutto in sella alla propria moto per coronare uno di quei sogni che per anni aveva tenuto nascosto in un cassetto. Sogno che in pochi secondi si è drammaticamente trasformato in un incubo, quando la moto di Lino Massara, bresciano di 66 anni, è stata travolta da un camion lungo una delle strade della Tunisia che stava percorrendo insieme ad altri amici centauri. Per lui non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo, a migliaia di chilometri di distanza da casa.

La dinamica

Secondo quanto emerge dalla stampa locale tunisina, l’incidente si è verificato martedì pomeriggio lungo una strada asfaltata che collega le città di Tozeur e Douz, nelle vicinanze del lago Chott El-Jèrid, in Tunisia. La dinamica è ancora al vaglio della Polizia locale, ma stando alle prime ricostruzioni il motociclista bresciano sarebbe stato travolto da un camion. Purtroppo, per lui non c’è stato nulla da fare. È morto sotto gli occhi degli amici centauri.

La moto del bresciano distrutta dal camion - © www.giornaledibrescia.it
La moto del bresciano distrutta dal camion - © www.giornaledibrescia.it

La vittima

Quella per la moto e per i viaggi sulle due ruote era una delle grandi passioni di Massara. «Passione che condivideva spesso con mia madre – commenta al telefono il figlio Francesco, con la voce rotta dal dolore –. Questa volta, invece, era partito da solo alla volta della Tunisia insieme a degli amici e ad altri motociclisti». Sui propri canali social, infatti, soltanto sei giorni fa aveva pubblicato una foto con la sua moto e la scritta, semplice ma carica di felicità, «Inizia il grande viaggio verso la Tunisia».

A organizzarlo un Motoclub di Trapani, che si distingue per il simbolo di un centauro guerriero e la scritta «Centauri del Sud». Simbolo che anche Massara, durante l’uscita nel deserto con il quad, portava con orgoglio sulla pettorina. «Papà lavorava da tanti anni all’Inps ed era prossimo alla pensione – continua il figlio –. Ma era anche un volontario, che si dava molto da fare per la sua comunità».

Il cordoglio e la salma

Sono in molti a piangere Lino Massara. Soprattutto le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo durante le feste dell’oratorio di Sant’Antonio da Padova in via Chiusure. Lo ricordano impegnato durante le feste sportive, i tornei di calcio, in modo particolare in cucina, per non far mancare niente alle persone che in quelle sere frequentavano l’oratorio.

Oggi la moglie Franca partirà per la Tunisia, «ma ancora non sappiamo nulla su come e quando verrà rimpatriata la salma – conclude Francesco –. Essendo morto in un incidente stradale, dovranno eseguire l’autopsia». Un’attesa che si aggiunge al dolore, quello di una famiglia, di una comunità che hanno perso uno dei loro pilastri.

Ha collaborato Nada El Khattab

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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