«Da tanti anni aiuto la mia gente ad integrarsi, a mettere in regola i documenti, a non delinquere e a valorizzarsi»: così Husen Neziri spiega la sua scelta di mettersi in gioco e aprire, a dicembre 2025, l’«Associazione centro culturale Rom - Insieme per l’integrazione».
«Gli enti aiutano fino ad un certo punto - spiega - e pure io non potevo andare oltre un certo punto dato che non sono avvocato e non rappresento un ente dunque questa scelta è stata obbligata».
La storia
Husen, cittadino serbo nato in Kosovo, da qualche anno abita con la moglie e sei figli a Barbariga in una casa di proprietà; all’arrivo in Italia, nel 1990, si era stabilito nel campo di via Sostegno e poi si era spostato a Nuvolento e nelle case Aler di Chiesanuova. Oggi lavora in un supermercato della Bassa («le clienti anziane mi vogliono bene») e ha il piglio del capofamiglia che ci tiene a far sì che le cose vadano nel migliore dei modi: è realista e ammette senza girarci intorno che «tra gli anni Novanta e i Duemila c’è stata illegalità» nella sua comunità, ma che «con la nuova generazione molto sia cambiato». E aggiunge con una certa dose di orgoglio: «La cultura rom sta evolvendo».
L’associazione
La nuova realtà associativa è appena nata e conta una cinquantina di iscritti. La prima uscita pubblica è stata l’8 aprile scorso in occasione della Festa nazionale dei Rom, il prossimo appuntamento, ancor più importante, sarà il 13 giugno a Troyes, in Francia, dove si son date appuntamento tutte le associazioni che rappresentano il popolo Rom in Europa: «A renderci simili e uniti, nonostante si abiti in luoghi molto lontani - spiega -, sono la lingua, la musica, le tradizioni e i matrimoni».
Spiega come funzionano le unioni tra i giovani (molto giovani per tradizione) e non è molto diverso rispetto a quanto succedeva qui in Italia a inizio Novecento, convivenza a parte: «Le famiglie entrano in sintonia, si parla bene ai figli di quel ragazzo o di quella ragazza, si fa sì che si incontrino e, se si piacciono, le famiglie si accordano perché possano frequentarsi». E ridendo dice: «Se abitano vicini sono fortunati, se no faranno in modo di vedersi il più possibile».

Gli obiettivi
Husen è concentrato sul dar forma all’associazione, anche se «non è facile ed è sicuramente impegnativo».
Per ora hanno una squadra di calcio e si sta creando un corpo di ballo che tramanda le danze tradizionali.
La nuova realtà è aperta a Rom e Sinti dell’intera provincia, ma anche a italiani simpatizzanti. Gli obiettivi, come si diceva all’inizio, sono aiutare con tutto ciò ha a che fare con la burocrazia, porsi come intermediari con le istituzioni e promuovere la cultura Rom.




