Cronaca

I lefebvriani ignorano l’appello di papa Leone, si va verso lo scisma

La consacrazione di quattro vescovi ad Econe in Svizzera comporterebbe la scomunica, così come avvenuto 38 anni fa con Giovanni Paolo II
Don Davide Pagliarani, superiore della Fraternità sacerdotale San Pio X
Don Davide Pagliarani, superiore della Fraternità sacerdotale San Pio X

I lefebvriani tirano dritto sulle quattro consacrazioni episcopali, senza ascoltare l'ultimo appello del Papa lanciato ieri, avviandosi dunque verso lo scisma. E rispetto a quanto avvenuto esattamente 38 anni fa, quando con lo stesso atto furono scomunicati da Giovanni Paolo II, la cerimonia che si svolge sempre ad Econe, in Svizzera, avviene anche in diretta sui canali social della Fraternità San Pio X, visibile dunque in tutto il mondo con commenti alla celebrazione in varie lingue.

L’appello del papa

«Vi prego con il cuore, tornate indietro, lacerare la tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori». Così si era espresso papa Leone XIV ieri, aggiungendo: 

«Colmo di affetto cristiano vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l'atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione».

«La Chiesa è disponibile – è quindi la sua apertura – a un percorso di dialogo e di intesa», poiché «riconosce l'attaccamento alla vita liturgica, l'impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta fraternità vostro intento».

La risposta

«Siamo accusati di non amare il Papa, siamo accusati di non rispettarlo ma è proprio perché amiamo il Papa come Vicario di Cristo noi non vogliamo più vedere il Papa umiliato, messo sullo stesso piano dai falsi pastori». Ha risposto questa mattina il superiore della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, nell'omelia della messa ad Econe.

«Quante volte abbiamo visto il Papa in questa situazione. Proprio perché amiamo il Vicario di Cristo non vogliamo questa umiliazione, umiliazione che ricade su tutta la Chiesa, messa sullo stesso piano delle false religioni» ha aggiunto il capo dei lefebvriani. «Perché non veniamo capiti? Il problema è che parliamo due lingue diverse, noi parliamo la lingua delle fede, il linguaggio della tradizione e  davanti a noi troviamo un linguaggio che parla di altre cose, il linguaggio dell'inclusione, del dialogo, dell'accompagnamento. Noi invece vogliamo la fede. Poi certo nella fede dialoghiamo con le persone per convertirlee».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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