Ladri nella sede delle Penne nere: via con le aquile

Nadia Lonati
Colpito il gruppo alpini di Ciliverghe. Le due statue posate lì nel 1992
Il furto alla sede degli alpini di Ciliverghe - Foto tratta da Fb
Il furto alla sede degli alpini di Ciliverghe - Foto tratta da Fb
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«Questa per noi Penne nere è casa, per ciò questo gesto, di per sé sgradevole, ferisce ancor di più». Alpini di Ciliverghe di Mazzano vittime dei ladri, nei giorni scorsi, con la loro sede privata di quello che è molto più di un ornamento. Ignoti, presumibilmente approfittando del buio, hanno infatti rubato le due aquile in pietra poste sulla sommità delle due colonne del cancello d’ingresso.

«Ci siamo accorti del furto - provano a ricostruire gli appartenenti al gruppo ciliverghese - la mattina dell’8 gennaio, e dal momento che, quotidianamente, c’è qualcuno di noi che passa in sede, non doveva essersi consumato da molto. Inutile dire che l’atto ci colpisce e rammarica molto, perché, oltre al danno economico, ancora da quantificare, quelle aquile per noi rappresentano tanto: sono il nostro simbolo, la nostra memoria e un pezzo della nostra storia, erano lì, dal ’92, dal giorno in cui il nostro gruppo, nato quarant’anni prima, aveva inaugurato la sede».

Considerati peso, fattezza dei due ornamenti, alti all’incirca 40 centimetri, e posizione - erano fissati con il cemento sopra le colonne a loro volta alte - è molto probabile che chi ha agito, agevolato anche dal fatto che la casa degli Alpini sia in una zona isolata, lo abbia fatto ben attrezzato, e con mezzi di trasporto adeguati. «Scoperta la cosa abbiamo immediatamente sporto denuncia ai Carabinieri con il nostro capogruppo Ermanno Massardoni, e ci siamo dati subito da fare per ripristinare l’ingresso con altri componenti di pietra e far si che questo si presenti poi in maniera adeguata nella giornata del tesseramento. In passato avevamo già subito altri furti, ma questo, significativo del poco rispetto che c’è, ci fa ancor più male. Speriamo che certe cose non succedano più, e si alzi l’attenzione». Anche l’Amministrazione, con un post social, ha espresso condanna e sdegno per l’accaduto. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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