La spiaggia del Casinò di Gardone riapre ai turisti ma quest’estate il chiosco è off limits

I servizi della spiaggia Bandiera Blu del Casinò saranno riattivati a partire dal 7 giugno. Così prevede il nuovo bando di assegnazione dell’immobile dello storico edificio, il terzo pubblicato dal Comune di Gardone dopo due tentativi andati a vuoto nel 2023 per mancanza di offerte.
Ma questa volta si intende assegnare in concessione l’intero immobile, compresa la sede del consorzio Garda Lombardia, fatta eccezione per Palazzo Wimmer, ovvero il salone delle feste che ospita eventi pubblici.
I dettagli
Oggetto del bando sono gli immobili del demanio comunale, ovvero l’edificio dell’ex casinò con l’omonimo ristorante, e quelli del demanio lacuale (bagni, docce spiaggia, chiosco). L’importo complessivo del canone annuo posto a base d’asta è fissato a 160.303 euro.
Rispetto ai precedenti bandi andati deserti, viene aumentata la durata della concessione, fissata a 25 anni. Le offerte vanno presentate entro il 27 maggio. Il giorno successivo avrà luogo l’eventuale aggiudicazione.
La spiaggia
Tornando alla spiaggia, sul cui destino si sono registrate non poche preoccupazioni in vista dell’imminente stagione estiva, ha fatto chiarezza il sindaco Andrea Cipani: «Una clausola inserita nel bando prevede che non oltre il 7 giugno la società aggiudicataria, anche a titolo provvisorio, dovrà riaprire la spiaggia fornendo gli abituali servizi (bagni, docce, cabina, pulizia) fatta eccezione per il bar. La situazione è temporanea. Nell'estate 2025 tutto tornerà alla normalità».
Cipani ha precisato che «la spiaggia è oggetto di una convenzione tra Comune e Autorità di Bacino che obbliga le parti al mantenimento della spiaggia "ad uso pubblico". Non potrà, quindi, essere oggetto di concessione a terzi».
Il chiosco
Quanto al chiosco bar della spiaggia, che resterà chiuso quest’estate, il sindaco ha precisato in Consiglio comunale: «L’aggiudicazione del chiosco è stata revocata dall’Autorità di Bacino per diverse ragioni. Si è appurato che la quantificazione dell’indennizzo a favore del concessionario uscente, indicato nell’avviso di asta, era errata perché relativa a redditi prodotti da altra attività rispetto a quella posta a base di gara. È risultata errata anche l’altezza utile interna dei locali indicata nell’avviso d’asta».
L’Autorità di Bacino ha dunque revocato, in autotutela, l’aggiudicazione da lei stessa effettuata. «Il Comune è estraneo a questi provvedimenti - conclude Cipani - e sarebbe entrato in ballo solo nel momento della richiesta di una nuova autorizzazione allo sportello Suap. Ma non si è arrivati a questo punto».
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