La sfida titanica dei volontari sul Barbisone: il recupero delle mura

Federico Bernardelli Curuz
Dopo mesi di permessi e attese, finalmente le pietre hanno iniziato in queste ore a trovare la loro collocazione: il tratto di muro da sistemare è imponente: circa 210 metri di lunghezza e un’altezza media di due metri
Lavori per il restauro dei muri a secco sulla cima del Barbisone - © www.giornaledibrescia.it
Lavori per il restauro dei muri a secco sulla cima del Barbisone - © www.giornaledibrescia.it
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Al via l’impresa «titanica» per il restauro dei muri a secco sulla cima del Barbisone. Dopo mesi di permessi e attese, finalmente le pietre hanno iniziato in queste ore a trovare la loro collocazione. «L’acqua di questi giorni ha rallentato la frenesia dei lavori, ma la partenza è finalmente arrivata» dice Santissima nel Cuore l’associazione che segue ogni fase del cantiere.

Il tratto di muro da sistemare è imponente: circa 210 metri di lunghezza e un’altezza media di due metri. Per ora lo scavo ha interessato i primi trenta metri.

Il progetto, spiegano i volontari, vede coinvolti diversi soggetti: la Fondazione Richiedei (proprietaria del tratto di strada), la cantina Il Castello di Gussago, affittuaria dei vigneti e finanziatrice dell’opera, i volontari del Gruppo sentieri Gussago e altri cittadini che operano a titolo gratuito. Albino, supervisore dei lavori, ha spiegato che il restauro richiederà diversi anni e che già il solo avvio rappresenta una sfida significativa. «È emozionante vedere tanta dedizione - continua l’associazione - tra montagne di pietre e scavi, ma il risultato finale restituirà solidità e decoro alla storica cinta muraria». Tra i volontari che si alternano in cantiere spiccano Fausto, Maurizio, Mino, Renato, Luca, Luigi, Flavio e Mauro. «Un grazie caloroso a tutti - sottolinea l’associazione - senza di loro nulla sarebbe possibile».

L’intervento segue il modello già sperimentato: affidare ai volontari la cura dei muri a secco ha permesso di recuperare altre porzioni della cinta muraria con professionalità e attenzione, preservando l’identità storica del luogo. La Santissima, collocata in posizione panoramica sul Barbisone, vedrà rafforzata la sua cornice storica e naturalistica grazie all’impegno condiviso. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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