La sede mai aperta della Protezione civile: «Inaugurata 14 mesi fa ma è vuota»
Attesa da trent’anni, inaugurata in pompa magna il 28 gennaio del 2023, ferma ai box. La nuova sede della Protezione civile alla Mandolossa, al confine tra Roncadelle, Castegnato e Brescia, a fianco dell’ex concessionario Gruppocar, rimane un miraggio.
Quattordici mesi dopo il taglio del nastro, della loro «casa» i cinquemila volontari bresciani non hanno né le chiavi, né tanto meno una convenzione con la Provincia di Brescia, proprietaria dell’immobile, che dovrebbe regolamentarne l’utilizzo. «Ma non ci sono ritardi – assicura il consigliere con delega alla Protezione civile del Broletto, Alberto Bertagna –. Il problema è che all’epoca in scadenza di mandato si è voluto inaugurare qualcosa che di fatto non era pronto, una scatola vuota».
L’operazione
Erano gli ultimi giorni della presidenza di Samuele Alghisi, che presiedette la cerimonia di inaugurazione della struttura, insieme al consigliere delegato alla Protezione Civile Antonio Bazzani, al consigliere provinciale Massimo Tacconi, e decine di volontari. Dalla giunta Alghisi, la nuova casa della Protezione Civile era stata inserita in un’operazione più vasta, da oltre 7 milioni di euro, mirata a dismettere le sedi in affitto: 5 milioni di euro furono destinati all’acquisto e alla riqualificazione dell’ex immobile Gruppocar, diventato magazzino del settore strade (piano terra) e archivio della Provincia (primo piano); 1,4 milioni sono stati impiegati per la realizzazione ex novo della sede della Protezione Civile provinciale, cofinanziata con un contributo della Regione di 1 milione e 250mila euro.
Com’è fatta la sede
Si tratta di una sede su tre livelli: al piano terra il deposito delle strutture, con sette accessi carrai di ampie dimensioni in grado di ospitare i mezzi della Colonna mobile e gli spazi per spogliatoi e locale ristoro; al primo e secondo piano (125 metri quadrati per piano) uffici, sale riunioni, sala da 45 posti per corsi, formazione e briefing.
All’esterno un ampio piazzale da 3mila metri quadrati.
Alghisi, che nel frattempo è tornato alla «vita da civile», è incredulo: «Ero convinto fosse già operativa – afferma –. Quando l’abbiamo inaugurata mancavano alcune cose, tipo gli ascensori e alcune parti dell’impianto elettrico per gli uffici. Un mesetto di lavoro, non di più».
Cosa succederà ora
Di mesi, come detto, ne sono passati ben di più anche perché, stando alle dichiarazioni di Bertagna, si è voluto immaginare per la Protezione civile «una sede inadeguata dove è stato necessario sia per gli uffici, sia per i magazzini, adottare dei collaudi particolari. L’impianto antincendio, per esempio, abbiamo dovuto risistemarlo».
All’epoca l’impianto doveva ancora essere omologato dai Vigili del fuoco, che devono rilasciare il Cpi, Certificato protezione incendi sulla base di una normativa, che però nel frattempo è cambiata. «La ragione potrebbe essere questa – chiarisce Alghisi –. L’allora comandante provinciale dei pompieri, Porrovecchio, mi aveva garantito che l’avrebbero fatto di lì a poco. Evidentemente in Provincia hanno perso tempo».
Facendo due calcoli, almeno sei mesi, fino a luglio, quando in una Rsa di Milano, Casa per coniugi, scoppiò un devastante incendio che causò la morte di sei anziani e il ferimento di altre persone. In seguito a quell’incidente fu approvata una nuova normativa antincendio e il sistema della sede provinciale della Protezione civile di Brescia divenne di fatto obsoleto.
Il nodo della gestione
Il vero nodo, però, sembra essere un altro: l’intesa con il Ccv, il coordinamento dei volontari, per la gestione della sede. «Stiamo definendo la bozza di accordo – conclude Bertagna – per stabilire una volta per tutte come e chi fa cosa. Mi sono trovato di fronte situazioni che andavano chiarite. Un conto è se ho solo io le chiavi di casa mia, un conto è se devo fare un utilizzo plurimo».
L’accordo però, assicura Bertagna, è vicino: «Entro il mio mandato, che scade a settembre, la sede sarà operativa».
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