La leggendaria devozione per la Madonna dell’abito a Passirano

La celebre leggenda, che ancora oggi si fa spazio tra il patrimonio di Passirano, racconta delle grazie e miracoli nei confronti dei passanti che si fermavano ad ammirare
Ex voto conservati nella chiesa di San Zenone
Ex voto conservati nella chiesa di San Zenone
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Ancora oggi si fa spazio tra il patrimonio immateriale di Passirano e rientra nella tradizione orale della comunità. È la leggenda della Madonna dell’abito, che racconta che nel castello del marchese di Passirano, durante il Medioevo, fu rinvenuto un busto della Madonna dai servitori durante le pulizie quotidiane. Nel corso di varie mattine, tuttavia, il busto cambiava posto nei locali. Colpito dai particolari avvenimenti, il marchese, fervente fedele, lo fece restaurare in una bottega a Brescia, dove fu esposto in vetrina.

La leggenda

In città, il bellissimo busto iniziò ad operare grazie e miracoli nei confronti dei passanti che si fermavano ad ammirarlo, come guarigioni, conversioni e pentimenti. Il clamore suscitato dagli avvenimenti colpì la popolazione della città al punto che, quando il marchese reclamò il diritto di riportare il busto miracoloso nel proprio paese, molte persone si riunirono di fronte la bottega per impedire all’opera di lasciare la città. I passiranesi accorsero per forzare il blocco e lo scontro fu evitato solo per la miracolosa intercessione della Madonna che, si dice, calmò gli animi. Quando il busto tornò in Passirano fu accolto da una vera e propria festa degli abitanti e il marchese scelse di custodirlo in una chiesetta dedicata, accessibile a tutti, che divenne presto meta di pellegrinaggi.

Oggi l’unica traccia legata alla leggenda è il castello di Passirano, costruito, intorno al X secolo, al tempo delle invasioni degli Ungari e ricostruito tra il XIII ed il XIV secolo, a pianta trapezoidale. Più che di un castello vero e proprio si tratta di una rocca non abitata, con la funzione di «Ricetto» (luogo protetto in cui ritirarsi quando scontri armati rendevano pericolosa la vita dei cittadini). Tutta la costruzione era circondata da un fossato ricolmo d'acqua che isolava completamente le mura dal territorio circostante. La prima documentazione del castello risale all’anno Mille. Il castello passò alla famiglia dei Conti Fenaroli nel 1722 e da questi nel 1880 ai Marchesi Fassati di Balzola.

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