Cronaca

La guerra dei biscotti è finita e a vincere non è stata Barilla

Rinuncia alla causa. Maramao, Amiconi e Gocciotti restano sugli scaffali
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Nel carrello i biscotti al centro del contenzioso su cui si è espresso il tribunale di Brescia - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Nel carrello i biscotti al centro del contenzioso su cui si è espresso il tribunale di Brescia - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

La guerra dei biscotti è finita. Così, all’improvviso. A vincerla, una volta tanto, è Davide. Incassati un verdetto e mezzo negativi, Golia infatti ha preferito battere in ritirata. Dopo aver citato a giudizio due concorrenti, per plagio di frollini, essersi vista riconoscere dal primo giudice del giudizio cautelare solo tre undicesimi di ragione, e vedersi togliere anche quelli dal secondo, Barilla ha deciso di rinunciare.

Angelica Castellani, giudice di cognizione della sezione specializzata in materia di impresa, ne ha preso atto e dichiarato l’estinzione della causa. I biscotti prodotti dalla perugina Tedesco Srl e distribuiti dalla Sapori Artigianali del gruppo bresciano Tiberti, potranno essere prodotti e commercializzati. Marameo, Amiconi, Gocciotti, che per il colosso dell’industria alimentare italiana, facevano il verso a Pan di Stelle, Abbracci e Gocciole saranno ancora sugli scaffali, nella loro forma e nel loro packaging.

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Barilla (dando voce alla divisione Mulino Bianco), ritenendo di avere l’esclusiva su alcune tipologie di biscotti, aveva agito per ottenere lo spegnimento in via cautelare dei forni della concorrenza, sostenendo che producesse frollini del tutto identici ai suoi. Rappresentata dall’avvocato bresciano Cesare Galli, la multinazionale di Parma aveva chiesto anche il loro definitivo ritiro dal commercio, oltre a salatissime penali.

Il giudice Michele Scaffidi a gennaio aveva accolto, ma solo in parte, le pretese di Mulino Bianco. Aveva rilevato il plagio di tre degli undici biscotti portati sul banco degli imputati e inflitto 15 euro per ogni confezione prodotta o commercializzata in violazione dell’ordinanza e una penale di 5mila per ogni giorno di ritardo nell’attuazione del provvedimento.

L’ordinanza era stata immediatamente impugnata dai legali della Sapori Artigianali, l’avvocato Francesco Sardi de Letto, e della Tedesco Srl rappresentata dagli avvocati Paolo Lazzarino, Daniele Vianelli e Roberto Cesaro. Il loro reclamo, al quale Barilla aveva affiancato il suo per ottenere il riconoscimento dell’imitazione anche degli altri otto biscotti, è stato valutato e accolto in toto dal collegio presieduto dal giudice Raffaele Del Porto. I giudici, ancorché in sede cautelare e dopo aver rimandato la definizione della causa al giudizio di merito, hanno motivato la loro decisione con la ragione che biscotti di quella fatta e di quella forma sono stati volgarizzati dal mercato, visto che sono prodotti da anni da diversi produttori. Il tribunale escludeva forme di concorrenza sleale, di fatto azzerando le pretese di Barilla che ha deciso di abbandonare la causa di merito che sarebbe iniziata il prossimo 25 giugno. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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