Cronaca

Iran, Trump incita i manifestanti: si temono almeno 12mila morti

È la stima di Iran International, secondo cui molte vittime avrebbero meno di 30 anni. Rubio: «Il presidente valuta risposte non militari»
Una manifestazione a sostegno delle rivolte in Iran a Zurigo - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
Una manifestazione a sostegno delle rivolte in Iran a Zurigo - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
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Trump incita gli iraniani a continuare a manifestare e a «prendere il controllo delle istituzioni» mentre continua la mattanza nelle piazze: «Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani, l'aiuto è in arrivo», annuncia il capo della Casa Bianca. Per Mosca le minacce Usa a Teheran sono «inaccettabili» e un nuovo attacco all'Iran avrebbe «conseguenze disastrose».

«Le fantasie e la politica degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran sono radicate nel desiderio di un cambio di regime, con sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos che fungono da modus operandi per creare un pretesto per un intervento militare» ha scritto la missione iraniana presso le Nazioni Unite su X. Il segretario di Stato Rubio sostiene che in questa fase Trump sta valutando «risposte non militari».

Intanto continua a salire intanto il bilancio delle vittime della repressione. Iran International stima «almeno 12.000» morti, molti dei quali sotto i 30 anni; il regime ne conteggia tremila, compresi gli agenti.

Prosegue il blocco di internet

Secondo Netblocks, il blocco di internet in Iran, imposto a seguito delle proteste contro il governo, prosegue oramai da oltre 132 ore. La connettività è stata bloccata lo scorso 8 gennaio, dopo circa dieci giorni dall'inizio delle proteste contro il carovita e contro il regime. Il blocco influisce sulla capacità degli utenti di accedere alle informazioni e di comunicare. Nei giorni scorsi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ammesso il blocco di internet, ma ha promesso che sarebbe stato ripristinato. L'assenza di internet impedisce di conoscere il numero reale di vittime provocate dalla repressione.

«Processi rapidi»

Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha promesso processi rapidi per i sospettati arrestati durante le proteste, ha affermato oggi la televisione di stato iraniana citata dai media internazionali. «Se qualcuno ha bruciato qualcuno, decapitato qualcuno e gli ha dato fuoco, allora dobbiamo agire rapidamente», ha dichiarato Gholamhossein Mohseni Ejei durante una visita a un carcere in cui sono detenuti i manifestanti. Le agenzie di stampa iraniane lo hanno anche citato, affermando che i processi dovrebbero essere tenuti «in pubblico»

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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