Iran, pasdaran minacciano Netanyahu: «Lo braccheremo e lo uccideremo»

Escalation in Medio Oriente dopo che Trump ha colpito l’isola iraniana di Kharg. Teheran minaccia nuovi attacchi e Israele valuta un’operazione in Libano
In tutto il mondo si protesta contro la guerra in Iran e contro il presidente israeliano Benjamin Netanyahu - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
In tutto il mondo si protesta contro la guerra in Iran e contro il presidente israeliano Benjamin Netanyahu - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Nuove minacce dall’Iran contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu mentre la crisi in Medio Oriente continua ad allargarsi. I pasdaran, le Guardie rivoluzionarie iraniane, hanno dichiarato che se il leader israeliano è ancora vivo «lo braccheremo e lo uccideremo».

Le parole arrivano in una fase di forte escalation militare. Nella notte nuovi bombardamenti hanno colpito Israele, causando almeno due feriti, mentre lo Stato ebraico si prepara a una possibile operazione militare in Libano per smantellare le postazioni di Hezbollah.

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno colpito l’isola iraniana di Kharg, snodo strategico da cui transita circa l’80% del petrolio esportato da Teheran. Secondo il Comando americano sarebbero stati distrutti 90 obiettivi militari, evitando però di danneggiare le infrastrutture petrolifere.

Il presidente Donald Trump ha invitato «gli altri Paesi coinvolti» a inviare navi militari nello Stretto di Hormuz per contribuire alla sicurezza della rotta marittima, riferendo che diversi Stati avrebbero già dato disponibilità. Dalla Francia, però, arriva una posizione più cauta: Parigi fa sapere che la propria portaerei resterà nella posizione attuale.

Da Teheran arrivano a loro volta nuove minacce. Il regime iraniano ha avvertito che potrebbe colpire i terminal energetici e i porti degli Emirati, considerati obiettivi legittimi nel caso di un ulteriore allargamento del conflitto.

Diplomazia

Trump, pur riconoscendo una disponibilità iraniana a trattare, afferma che non è ancora pronto a un accordo: «I termini non sono abbastanza buoni», ha detto. Il presidente statunitense ha anche dichiarato di non sapere se Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema iraniana, sia ancora vivo.

Sul piano diplomatico il presidente francese Emmanuel Macron prova a rilanciare la mediazione, dichiarando di voler «evitare il caos» e offrendo Parigi come sede di eventuali negoziati. Il governo francese ha però smentito le indiscrezioni su un piano che prevederebbe il riconoscimento dello Stato ebraico da parte del Libano.

Intanto la violenza continua anche nei territori palestinesi. Secondo i media della zona, in Cisgiordania un’operazione dell’Idf avrebbe provocato la morte di un’intera famiglia, compresi due bambini, mentre altri due minori sarebbero rimasti feriti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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