Intermed, la onlus bresciana che supporta i feriti del fronte ucraino

Marco Papetti
La psichiatra Antonella Bertolotti è la presidente: è stata in Ucraina già quattro volte, spesso per portare strumentazione medica e protesi per le persone amputate
Antonella Bertolotti consegna una protesi
Antonella Bertolotti consegna una protesi
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Da quando è cominciato il conflitto Antonella Bertolotti in Ucraina ci è stata quattro volte. Psichiatra bresciana e presidente di Intermed onlus, organizzazione no profit che si occupa di cooperazione socio-sanitaria, la prima missione nel Paese dell’est Europa l’ha organizzata poco dopo lo scoppio della guerra, passando dalla Polonia.

«Gli aiuti umanitari, sovvenzionati in parte anche dalla Croce Bianca di Brescia, consistevano in farmaci, kit chirurgici, un ecografo e nell’apparecchiatura per l’ozonoterapia che serve a curare le ferite da guerra perché è un potente antibatterico e cicatrizzante», racconta.

Le missioni

Nelle successive missioni di Intermed, sono state portate anche protesi ideate dalla bresciana Isinnova.

L’ultima missione in Ucraina, la quinta dall’invasione russa, è stata a Natale: «I tre volontari Santina Bianchini, Tatiana Pedrazzi e Massimo Biffi sono andati per portare avanti un progetto per la cura della sindrome dell’arto fantasma negli ospedali di Kostopil e Klevan in cui sono ricoverati pazienti feriti al fronte. Hanno usato la mirror therapy, la terapia dello specchio, grazie a cui i pazienti trovano sollievo guardando il riflesso dell’arto sano in uno specchio», racconta la presidente della onlus.

«Siamo sempre stati accolti in maniera positiva – conclude –. Soprattutto c’è una grande capacità ricettiva delle persone: la cosa che ci ha colpito di più è stata la forza d’animo dei ragazzi amputati, tutti tra i 20 e i 30 anni, e la loro felicità nel vedere persone venute dall’Italia per la terapia riabilitativa. Gli dà forza e speranza, si sono create relazioni affettive forti nel corso delle missioni».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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