Cronaca

«Inquietante che molti ragazzi entrino in discoteca con coltelli»

Parla il proprietario dell’Art di Desenzano dopo la rissa, all’esterno, finita a colpi di taglierino: ad avere la peggio un ragazzo ferito alla gola
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

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Troppi in discoteca con armi bianche

Quando si spengono le luci della discoteca e si accendono quelle del giorno chi gestisce un locale ha in testa un solo pensiero. «Che tutto sia filato per il verso giusto» racconta Francesco De Salvia, il proprietario dell’Art di Desenzano.

«Oggi garantire sicurezza in discoteca è davvero difficile. Serve il massimo sforzo di tutti» spiega il giorno dopo la rissa, nel parcheggio esterno alla sua discoteca, terminata a colpi di taglierino. Con un 20enne finito in ospedale con una profonda ferita alla gola e un 24enne in carcere con l’accusa di tentato omicidio.

Vi siete resi conto subito di quanto era accaduto?

«La discoteca era già chiusa quando un ragazzo che perdeva molto sangue si è presentato per chiedere aiuto. Barcollava ed era ferito. Ai nostri buttafuori ha indicato il coetaneo che lo aveva aggredito. E così una parte del personale si è concentrato sul giovane ferito alla gola e gli altri colleghi sono andati a bloccare il responsabile in attesa dell’arrivo dei carabinieri.

Poi abbiamo fatto tornare l’operatore sanitario che era andato via da poco e che ha prestato i primi soccorsi».

Ogni notte avete a disposizione personale medico?

«Si, abbiamo un accordo, noi come altre discoteche del territorio, con una società che fornisce un infermiere pronto ad intervenire in caso di necessità».

C’è un aspetto che più la preoccupa per la gestione della sicurezza?

«Non lo nascondo che è inquietante che qualcuno entri in discoteca con un coltellino o con un taglierino come in questo ultimo episodio. Da tempo stiamo vedendo che molti giovani arrivano con armi bianche. Non so se lo facciano come atto dimostrativo o per autodifesa. Però è preoccupante e per questo sempre più spesso facciamo perquisizioni all’ingresso».

Oggi cosa vuol dire gestire una discoteca?

«Vuol dire avere mille occhi, essere più psicologi che imprenditori. A volte servono interventi energici dei buttafuori, ma la stragrande maggioranza delle volte ai ragazzi dobbiamo parlare e farli ragionare».

Senza dimenticare le emergenze alcol e droga...

«E anche qui non mi nascondo. Alcol e droga sono un problema. Come Art il nostro messaggio è sempre: ragazzi divertitevi in modo sano. E quando vediamo che all’uscita ci sono persone che hanno esagerato con l’alcol li invitiamo a dormire in auto. E infatti nei parcheggi ci sono sempre più vetture ferme per ore dopo la chiusura».

A che ora si spegne la musica?

«Alle 5.30 e so che tutti penseranno "basterebbe chiudere prima per avere meno problemi", ma ormai i ragazzi arrivano sempre più tardi. Sono cambiate le abitudini. Noi apriamo alle 23.30 ma fino all’una il locale è vuoto. E solo dalle due inizia a riempirsi.

Però lasciatemi dire che a fronte di episodi di risse ed eccessi, la maggioranza dei ragazzi in discoteca va per divertirsi e si diverte. Sono padre e so come vive un genitore quando il figlio è fuori casa di notte. Per questo ai ragazzi dico: usate sempre la testa».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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