Incidente in moto nella cava, la vita di Pietro Cadei spezzata da un palo
Lungo via IV Novembre a Lograto il grande cancello che si apre sulla cava in cui dall’acqua si estraeva ghiaia resta chiuso. I lampeggianti della pattuglia della Polizia stradale rompono il buio e le luci blu si confondono all’orizzonte con le intermittenze del Natale. Una quarantina di ragazzi si assiepa all’esterno a bordo strada. I visi sono scossi. Il dolore percorre tutti come il freddo che raggela gli animi e paralizza le reazioni. Pietro Cadei, 20 anni di Travagliato, è morto poco dopo le 16.
Con la Ktm 250 che guidava lungo la strada perimetrale dello specchio d’acqua si sarebbe schiantato contro un palo. Un urto fortissimo, che non gli ha lasciato scampo. La morte lo ha ghermito sul colpo. Inutili i soccorsi, giunti sia in ambulanza che in elisoccorso. La Stradale ha sequestrato la moto e il suo casco. Il ventenne è rimasto esanime a terra sino al mesto recupero del suo corpo alle 19.
La dinamica
Nell’arco del tempo emergono conferme su cosa sia accaduto. Pietro era con tre amici, tra cui il figlio di Corrado Gatti, titolare dell’impianto estrattivo. I ragazzi sono entrati nella proprietà della famiglia e con una moto da fuoristrada hanno percorso la strada perimetrale del bacino. Pietro Cadei era appassionato di motociclette e di fuoristrada come i tanti suoi amici. Molto spesso lungo quella stradina si sentivano i rombi dei motori percorrere lo sterrato, raccontano i vicini. Esattamente cosa sia accaduto ieri lo stabiliranno gli agenti della Polizia stradale intervenuti sul posto per i rilievi.
Resta certo che ad un tratto Pietro abbia perso il controllo della moto austriaca e la sua corsa sia finita contro un palo. A testimonianza della violenza dell’urto le condizioni della motocicletta rimossa da un carro attrezzi: dal canotto di sterzo la forcella si è staccata, gli steli sono piegati e divelti dagli astucci. Le due ruote artigliate sono adagiate una accanto all’altra, in un groviglio che lascia immaginare la violenza dell’impatto. Pietro cadei è figlio di una famiglia che gestisce a Travagliato un allevamento di pollame. Una famiglia stimata e apprezzata. «Gran lavoratori. Pietro ha due fratelli gemelli. Sono tutti sconvolti...» racconta un amico che si stacca dal gruppetto che presidia l’ingresso della cava.
Il cordoglio
«Mi perdoni, ma non ho parole per commentare quanto accaduto...» riferisce Corrado Gatti, titolare dell’impresa. «È stata una tragica fatalità» commenta un’amica mentre ricorda quando Pietro frequentava il Dandolo di Corzano. I sogni e la gioia di vivere di un ventenne si sono infranti in un attimo nel freddo pomeriggio di Santo Stefano.

«Ogni commento è superfluo davanti a tutto questo. Non serve dire nulla ma solo rispettare il dolore e lo sgomento di due comunità, quella di Lograto e di Travagliato» riferisce il sindaco, Gianandrea Telò. Parole di dolore giungono anche dal sindaco di Travagliato Renato Pasinetti: «Una tragedia che ci tocca nel profondo». Intanto sono stati fissati i funerali: domani alle 15 nella chiesa di Travagliato.
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