Incendio doloso per il controllo dello spaccio: tre condanne

Sono tre persone residenti in provincia di Brescia quelle che il tribunale di Bergamo ha condannato, ritenendole responsabili a vario titolo dell'incendio doloso che distrusse un negozio a Rogno e di altri atti intimidatori avvenuti a Lovere tra la fine del 2024 e l’inizio dello scorso anno.
I fatti
Il cuore della vicenda è nella notte del 18 novembre 2024, quando un rogo devastante avvolse un esercizio commerciale in via Nazionale a Rogno. Un incendio di proporzioni tali da richiedere l'intervento massiccio di squadre dei Vigili del Fuoco dalle due province per evitare che le fiamme raggiungessero gli appartamenti dei piani superiori
Le indagini, coordinate dalla Procura di Bergamo e condotte dai Carabinieri di Clusone e di Breno, hanno permesso di ricostruire minuziosamente la gerarchia del gruppo criminale attraverso l'analisi delle telecamere e numerose testimonianze.
Secondo quanto emerso dal processo, il ruolo di esecutore materiale sarebbe stato ricoperto dal ventunenne F.A., condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione, mentre S.W. è stato condannato a 4 anni per aver fornito il supporto logistico necessario all'azione. Entrambi i condannati dovranno inoltre far fronte al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni alle parti civili, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 60 mila euro.
La latitanza
La figura centrale dell'intera impalcatura criminale resta però quella di L.D., 35enne residente a Pisogne. L'uomo, considerato il mandante dell'attacco incendiario per questioni legate al controllo dello spaccio di droga, ha diretto le operazioni dall'estero, dove si era rifugiato per sfuggire alla cattura. Durante la sua latitanza, il 35enne non ha esitato a utilizzare i social network per minacciare vittime e testimoni, cercando di imporre il silenzio sulle attività di un sodalizio che già nel febbraio 2025 era stato colpito da un’ordinanza contro il traffico di stupefacenti nelle province di Bergamo e Brescia.
Proprio mentre il processo a carico dei suoi complici faceva il suo corso a Bergamo, si è chiusa la rete attorno alla sua latitanza. Grazie alla collaborazione tra i Carabinieri di Clusone, i colleghi di Breno e l’Interpol, L.D. è stato localizzato in Tunisia dopo una serie di spostamenti in vari Paesi. Lo scorso 3 dicembre, la polizia di Tunisi ha eseguito la «red notice» internazionale, arrestando l'indagato nella capitale. Attualmente il bresciano si trova in carcere in Tunisia in attesa di estradizione, per essere consegnato alla giustizia italiana e affrontare il processo per i reati che gli vengono contestati, inclusi i successivi danneggiamenti avvenuti a Lovere nel gennaio 2025.
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