Migliaia di dati sanitari rubati lo scorso ottobre dalla piattaforma «Paziente Consapevole», usata da molti medici di medicina generale della Lombardia per inviare le prescrizioni ai pazienti. sono stati messi in vendita sul dark web. Si tratterebbe delle informazioni di circa novantamila pazienti. Dopo le segnalazioni delle violazioni il portale è stato messo offline.
Sul furto dei dati, utilizzati dai criminali per chiedere via mail ai pazienti falsi pagamenti di ticket su prestazioni e visite realmente prescritte, si era espresso anche l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso: «Da tempo Regione Lombardia ha suggerito a tutti, anche ai medici di famiglia, di avvalersi delle strutture istituzionali – le sue parole –. Se vogliono fare in modo diverso allora poi se la devono vedere sia con i cittadini che hanno visto violati i loro dati, sia con il garante della privacy, voglio sperare. Nei nostri confronti non fa sconti e spero che adotti lo stesso atteggiamento nei confronti di portali e strutture che possiedono dati sensibilissimi e possono essere violati abbastanza facilmente».



