La risposta è immediata. «Come sto? Male. Ora infatti vado in ospedale». Il gioielliere vittima della rapina sotto i Portici in città risponde al cellulare ancora sotto choc. Nonostante siano passate alcune ore. «I rapinatori erano in due, parlavano in italiano, ma non sono riuscito a vederli in faccia perché indossavano un casco integrale» dice Alessandro.
L’uomo ricorda ogni momento. «È stato tutto molto veloce, cinque minuti al massimo. Sono entrati sfruttando l’uscita di una cliente e hanno fermato la porta con qualcosa». Poi sono entrati in azione. «Hanno preso quello che c’era in vetrina e lo mettevano in borsa. Avevano una pistola. Mi sono picchiato con uno di loro, ho cercato di fermarlo. Poi - ricostruisce il gioielliere - siamo usciti ed è partito un colpo. Per liberarsi lui mi ha colpito con il calcio della pistola in faccia. Ho mollato la presa ed è scappato».




