In quei concitati momenti, nei quali l’altro giorno veniva travolto da un’auto sconosciuta e ricercata dalle forze dell’ordine, deve aver pensato ancora una volta al triste destino che colpì il fratello Giancarlo all’età di 11 anni, nel lontano 1968 a Cazzago San Martino, quando un’auto gli portò via a bordo strada il suo affetto più caro. Di un anno più giovane di lui, il ragazzo morì sul colpo.
La battaglia
Da allora Domenico Perani non si è dato mai pace per quella prematura scomparsa e ha sempre messo la battaglia per la sicurezza di ciclisti e pedoni al primo posto, disposto a polemizzare col mondo per affermare un diritto. Persino quando ha fatto, per un periodo della sua vita, della bicicletta e del suo sport, il ciclismo, una professione (all’inizio degli anni ’80 dopo aver vinto il Guizzi) non ha mai dimenticato il tema della sicurezza stradale all’epoca non così centrale come oggi.




