Cronaca

Il braccialetto elettronico lancia l’allarme: arrestato

Dopo essere portato in Questura l’uomo ha distrutto il dispositivo e litigato con i poliziotti
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Un braccialetto elettronico - © www.giornaledibrescia.it
Un braccialetto elettronico - © www.giornaledibrescia.it

Il braccialetto elettronico fa il suo dovere e lui, 41enne di origini nordafricane, già destinatario di un’ammonizione, finisce in cella. Succede tutto nella tarda serata di venerdì, tra Brescia2 e Lamarmora.

Sono da poco passate le 23 quando alla centrale operativa della Questura arriva l’allarme lanciato dal dispositivo che l’uomo, a processo per maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie, porta alla caviglia. Il localizzatore gps lo posiziona a meno di 500 metri di distanza dalla madre dei suoi figli: sul posto, a casa della donna, nel giro di pochi minuti si presenta una pattuglia della squadra Volante.

L’arresto

L’uomo è là, per strada, sotto la casa che condivideva con lei fino a qualche mese fa. Le sue intenzioni non sono chiare. Quel che è certo però è che ha violato il divieto di avvicinamento che gli era stato imposto dal giudice e tanto basta per fare scattare l’arresto. Gli agenti della Polizia così lo ammanettano e lo portano via.

Lui prova a giustificarsi. Spiega che era sotto casa della moglie solo per darle il bancomat, per permetterle di fare la spesa. Dice che non aveva cattive intenzioni, che non le avrebbe fatto nulla. Non c’è spiegazione che tenga e che possa evitare l’arresto.

Portato in questura il 41enne dà in escandescenza. E finisce per aggravare la sua posizione. Protesta animosamente nei confronti degli agenti e, una volta in cella, distrugge il dispositivo elettronico che ha portato al suo arresto. Oltre alla violazione del divieto di avvicinamento così, davanti al giudice, l’uomo si presenta per rispondere anche per resistenza a pubblico ufficiale e per il danneggiamento del braccialetto elettronico.

Il pubblico ministero chiede la sua custodia cautelare in carcere, il giudice è dello stesso avviso. L’uomo fuori casa da mesi, e da mesi costretto a trovare una dimora notturna nei parchi della città, finisce a Canton Mombello da dove uscirà solo per le udienze del processo per maltrattamenti. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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