Cronaca

I residenti a Bovezzo: «Preoccupati dopo il pestaggio, ma non abbiamo paura di vivere qui»

All’indomani dell’aggressione della baby gang le persone che abitano in zona si dicono ancora scosse per l’accaduto
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Bovezzo, il giorno dopo il pestaggio

La notizia della brutale aggressione subita da alcuni giovani a Bovezzo martedì sera ha fatto presto il giro del paese ed è stata condannata senza mezzi termini dai residenti: «Un episodio gravissimo», ripete in coro chi vive tra via Sabbioncelli e via Dei Prati, dov’è avvenuto il pestaggio.

La preoccupazione tra gli abitanti non manca, anche se la maggior parte non condivide i toni allarmistici di alcuni: «Io non sono in apprensione – racconta Giada (nome di fantasia) –, siamo tutte persone serene e tranquille». «È una zona tranquilla e si vive bene – le fa eco un’altra signora – ma dopo quest’aggressione c’è un po’ di preoccupazione». Ad esprimerla anche la giornalaia di via Sabbioncelli: «È il primo episodio che sento – spiega –, però adesso un po’ siamo spaventati, soprattutto la sera quando si tratta di chiudere l’edicola e andare via».

Giada, inoltre, è la proprietaria dell’auto sulla quale è stato picchiato a sangue uno dei tre ragazzi, quello che ha riportato le ferite più gravi. «Hanno danneggiato la mia macchina – afferma –, circa 800 euro di danni. Vorrei sapere adesso chi paga».

Ad essere ancora terrorizzati sono invece i genitori dei ragazzi aggrediti, che dopo aver rilasciato alcune dichiarazioni al Giornale di Brescia, oggi preferiscono rimanere in silenzio: «Al momento non vogliamo esporci – ci scrivono –. Finché quei ragazzi non saranno presi, non c’è sicurezza per noi. Temiamo ritorsioni. Appena si chiudono le indagini e la giustizia sarà fatta, volentieri parleremo».

Sulla vicenda è intervenuto anche il parroco di Bovezzo, don Mauro Capoferri, che si è detto «sorpreso» dopo aver saputo di quanto accaduto. «Il tessuto civile e religioso qui è ottimo. Non esiste questo allarmismo. È un fatto serio, che fa male, emerge un messaggio di disagio che va ascoltato, la comunità è ferita, ma non è il Far West. Noi siamo più forti di queste persone e la reazione sarà energica».

Intanto le indagini, affidate ai carabinieri di Nave, con cui collabora la Polizia Locale di Bovezzo, proseguono serrate e si stringe il cerchio intorno ai responsabili, anche se al momento non c’è alcun provvedimento di fermo. Secondo alcuni testimoni, il ritrovo dei ragazzi responsabili dell’aggressione sarebbe una piazzetta poco distante dall’oratorio: le 36 telecamere istallate su un territorio urbanizzato di appena due chilometri quadrati, potrebbero aiutare a risolvere il caso. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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