Hydrogen Valley, i Vigili del fuoco si formano per gestire il rischio

La prima ferrovia alimentata a idrogeno d’Italia (e la seconda d’Europa) è un tema pieno di curiosità, di entusiasmo e di primati, ma anche di dubbi. Tra le cose particolari che l’avvento di questa nuova energia motrice porterà sulla Brescia-Iseo-Edolo c’è anche la gestione del rischio, e quindi la preparazione dei Vigili del fuoco rispetto ai possibili incidenti che potrebbero coinvolgere l’idrogeno.
In Italia nessuna caserma è specificamente preparata per intervenire in caso di incendio di impianti di produzione dell’idrogeno. I primi a conseguire questa specializzazione saranno i professionisti di Brescia e del Bresciano, quindi 350 operatori effettivi a cui si aggiungeranno 150 volontari. Della questione ha parlato ieri mattina il comandante provinciale dei Vigili del fuoco Luigi Giudice, durante il convegno «La prima Hydrogen Valley italiana», organizzato da Think Smart, Mobility @MIND nella sede di Mompiano dell’Università Cattolica.
Primi approcci
Giudice ha spiegato che «il Comando bresciano sta già collaborando con Ferrovie Nord Milano da cui ha ricevuto la disponibilità alla formazione del personale. È indispensabile che in caso di incendi o scoppi i Vigili del fuoco sappiano dove intervenire e come intervenire, e che quindi possano cominciare a conoscere, visitandoli di persona, gli impianti produttivi e i treni, per rendersi conto delle questioni fondamentali. Da questo deriverà un ragionamento sui nuovi dispositivi di cui dotarsi, sulle nuove attrezzature e sulle procedure d’intervento da seguire in caso di problemi sulla linea o nelle tre centrali (Iseo, Edolo e Brescia) addette alla produzione dell’idrogeno. Il lavoro inizierà a metà maggio con un seminario informativo in cui Ferrovie Nord presenterà ai vigili i nuovi treni e gli impianti». Proprio gli impianti sono il nodo cruciale di tutto l’ampio e complesso lavoro che sta trasformando i 100 chilometri della Brescia-Iseo-Edolo nella ferrovia più moderna e green d’Italia.
I passi
A entrare in funzione per primo, a inizio 2026, sarà quello di Iseo, che - come spiegato dal manager di Fnm Stefano Erba - «sarà pronto nell’ultimo trimestre di quest’anno». Per l’impianto di Brescia invece i lavori non sono ancora partiti. Erba ha anche osservato come «l’avvento del progetto non riguarderà la sola ferrovia ma l’intero territorio, qualificando la Valcamonica, il lago d’Iseo e la Franciacorta come zone d’avanguardia tecnologica e ambientale, in cui il progetto idrogeno coinvolgerà imprese e studenti in lavori e opportunità che andranno ben oltre la ferrovia».

Il consigliere delegato alle infrastrutture Fulvio Caradonna ha ricordato che «l’operazione Hydrogen Valley è molto complessa e articolata, destinata a portare in valle la rivoluzione dell’idrogeno anche per gli autobus». L’investimento di Regione Lombardia è di quasi 600 milioni di euro, tra l’acquisto di 14 treni, la costruzione degli impianti e la modernizzazione dell’infrastruttura.
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