Bamasatuatu sta vivendo un dramma. Ha in braccio la bimba più piccola, di tre anni, il mezzano, di sette, la segue. E intanto prega e spera per Aliguetoe, 9 anni, che lotta per la vita nel centro di terapia intensiva dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. In coma. «È la mia piccola, la mia prima figlia. È in ospedale e i dottori hanno detto che non si deve svegliare ora, serve tempo per vedere se la sua testa guarisce dopo la caduta».
Lei, con i due figli più piccoli, è rimasta nell’appartamento di Marcheno all’interno del complesso della Investarm, fabbrica di armi che si affaccia sulla provinciale, mentre il marito e la sorella sono andati in ospedale. Originari del Burkina Faso sono in Italia da molto tempo. Suo marito è il custode della fabbrica, lei vive lì da sette anni: «Il nostro secondo figlio è nato poco dopo che siamo arrivati in questa casa».
L’incidente

Sabato era un pomeriggio come tanti. È proprio la donna a raccontarlo. «I bambini più grandi giocavano in camera, la piccola stava dormendo e io sistemavo la cucina. Suo fratello è andato in bagno e Aliguetou è rimasta sola nella camera». Quando ha finito di lavare i piatti la donna ha cominciato a chiamare i ragazzi «ci vestiamo e andiamo al parco. Ma non trovo la bambina. Non era in camera, non era in cortile. Non sapevo dove fosse e ho cominciato a piangere». La donna è disperata, chiama il marito che era uscito per delle commissioni e rientra dopo pochi minuti. Insieme ricontrollano l’appartamento e poi l’esterno dei capannoni. «Allora mio marito ha deciso di vedere se per caso era riuscita ad entrare nella ditta per nascondersi. Ha tolto gli allarmi ed è entrato. E l’ha trovata per terra che non si muoveva».
Immediatamente vengono avvisati i soccorsi. Basta un attimo per capire cosa è successo. La bimba si è arrampicata su un calorifero ed è uscita dalla finestra sul tetto del capannone. Mentre giocava ha messo i piedi su un lucernario di plexiglass che non ha retto il suo peso, si è sfondato e l’ha fatta cadere nel vuoto per sei metri. I genitori l’hanno trovata sul pavimento del capannone. Esanime.
Con un volo dell’elisoccorso di Bergamo è stata trasferita al Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove resta in condizioni critiche. Resta in coma e solo nelle prossime ore si potrà sapere se gli sforzi dei medici hanno dato gli esiti sperati. «Ora prego tanto per la mia bambina» racconta la madre tra le lacrime.




