Cronaca

Giacomo Bozzoli trasferito: «Canton Mombello inadatto all’ergastolo»

A spiegarlo è Monica Cali, presidente del Tribunale di sorveglianza di Brescia: «Anche se potrebbero esserci altri fattori alla base della scelta dell’amministrazione penitenziaria»
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

L'ingresso del carcere di Canton Mombello a Brescia - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso del carcere di Canton Mombello a Brescia - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Poco più di 100 chilometri. È la distanza percorsa da Giacomo Bozzoli, trasferito da Canton Mombello al carcere di Bollate a Milano, uno dei pochi in Italia dove c’è la «stanza dell’affettività», un’area in cui i detenuti possono incontrare compagne e figli in un ambiente familiare.

Clamore mediatico

«C’è da fare una premessa - specifica la presidente del Tribunale di sorveglianza di Brescia Monica Cali -: sono scelte del Provveditorato lombardo, piuttosto che del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. C’è quindi una questione di carattere amministrativo e non magistratuale e giudiziale: i criteri scelti potrebbero dunque sfuggirci. Posso supporre che si sia preso in considerazione anche il clamore mediatico legato alla vicenda Bozzoli».

Non adatto all’ergastolo

C’è però una sostanziale differenza tra le due carceri. «Canton Mombello è una Casa circondariale - prosegue Cali -: dunque custodisce detenuti con pena medio breve e non è il caso di Giacomo Bozzoli. Ci sono anche persone con condanne più lunghe, ma non è pensata per gli ergastoli: per questi ci sono le Case di reclusione. Una delle più vicine è Milano Bollate. Credo che sia questo il motivo principale, ma potrebbero esserci comunque altri fattori alla base della scelta dell’amministrazione penitenziaria».

C’è poi da considerare che Giacomo Bozzoli deve scontare un anno di isolamento diurno. «Questo è un dato da tenere in considerazione - precisa la presidente del Tribunale di sorveglianza di Brescia -: a Canton Mombello la vedo un po’ dura in questo momento».

La Casa di reclusione più vicina alla famiglia di Bozzoli sarebbe però quella di Verziano. «È vero - conferma Cali -. Lì però viene svolta un’intensa attività trattamentale: ci sono persone che proseguono con il lavoro, altre che godono della semilibertà. È una Casa di reclusione particolare, che offre concrete possibilità di reinserimento in società».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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