Ghedi, rubano rame nel cantiere del polo scolastico: 15mila euro di danni

È un bel problema perché, alimentati dal valore e dalla facilità di riciclo di questo pregiato metallo, i furti di rame sono in costante e rapida ascesa. Non solo: se una volta i ladri rubavano grondaie, fili elettrici dagli edifici in costruzione e quisquilie del genere, pare che i malviventi abbiamo fatto un salto di qualità, mettendo nel mirino infrastrutture di telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia, trasformatori e, soprattutto, colonnine di ricarica delle auto elettriche. A Roma, ad esempio, in un paio di mesi si sono verificati 200 furti ai punti di ricarica.
Nel mirino
Forse perché di colonnine ce ne sono meno rispetto alla Città Eterna, e quindi c’è ben poco da portar via, a Ghedi i ladri di rame hanno pensato ad un altro obiettivo, visitando la grande area a sud del paese, dove sta nascendo il Polo scolastico da oltre 22 milioni di euro.
Nella notte tra venerdì e sabato, i soliti ignoti si sono introdotti nel cantiere e, col favore delle tenebre, profittando del fatto che a quell’ora operai, carpentieri e muratori non erano al lavoro, hanno sfilato e si sono portati via i cavi elettrici di tutte le gru. Nel cantiere, infatti, non ce n’è una sola, ma ben quattro, necessarie per spostare i materiali pesanti da un luogo all’altro, compreso sulla cima della grande palestra, la cui struttura è oramai finita.

Oltre al nervoso e al travaso di bile procurato a operai, tecnici, cittadini e amministratori, i ladri hanno arrecato un doppio danno: innanzitutto economico, quantificabile in circa 15.000 euro. «Viene la rabbia – commenta il vicesindaco Giovanni Cazzavacca – perché per noi il rame rubato vale tanto, mentre per loro, che lo fonderanno e lo rivenderanno al mercato nero, renderà molto meno. Per guadagnare quattro soldi, ci hanno causato un bel danno».
Stop imposto
Forse ancora più serio l’altro danno: mettendo fuori uso tutte e quattro le gru, i predoni hanno quasi fermato il cantiere per una settimana, rallentando assai i lavori. Delle quattro gru rimaste ferme, due dovrebbero rientrare in azione in questi giorni. Per le altre due lo stop forzato continua, anche perché recuperare i cavi elettrici la settimana dopo Ferragosto è come cercare un’oncia di senno nella testa dell’Orlando Furioso. «Dispiace per il gesto e per i soldi buttati - dice Cazzavacca -. Ma dispiace ancora di più perché siamo tutti impegnati a fare più in fretta possibile per aprire la scuola all’inizio dell’anno scolastico 2026/2027: la settimana di fermo forzato non ci aiuta a raggiungere l’obiettivo».
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