Cronaca

Garlasco, annullato ancora il sequestro dei dispositivi di Venditti

Così il tribunale del Riesame di Brescia che nelle motivazioni specifica: «mancano apposite parole chiave (criteri di selezione) sia la delimitazione dell'ambito temporale dei dati da apprendere»
Mario Venditti fuori dal Tribunle di Brescia - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Mario Venditti fuori dal Tribunle di Brescia - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
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Il tribunale del Riesame di Brescia ha annullato per la terza volta il sequestro di telefoni cellulari e computer riconducibili all’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e ai due carabinieri Spoto e Sapone nell’ambito dell’inchiesta bis su Garlasco.

Non sono ancora state depositate le motivazioni della decisione dei giudici, ma si tratta della terza volta che il decreto di sequestro emesso dalla procura bresciana viene impugnato dai difensori di Venditti e dei due militari - questi ultimi non sono indagati - e che il riesame accoglie.

Nel frattempo il carabiniere Silvio Sapone da questa mattina alle 10.30 è negli uffici della procura di Brescia per essere sentito dai pubblici ministeri Chiara Bonfadini e Claudia Moregola come persona informata sui fatti sulla presunta corruzione del magistrato Mario Venditti da parte della famiglia Sempio per archiviare l’inchiesta del 2016 a carico di Andrea Sempio.

Le motivazioni 

«Perché la motivazione del sequestro probatorio avente per oggetto dispositivi informatici sia configurata in modo da rispettare il canone di proporzionalità occorre sia il ricorso ad apposite parole chiave (criteri di selezione) sia la delimitazione dell'ambito temporale dei dati da apprendere sia la delimitazione di un arco di ragionevolezza temporale della durata del vincolo reale».

Lo scrive il tribunale del Riesame di Brescia nelle motivazioni dell’annullamento del sequestro dei dispositivi informatici dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e dei carabinieri Spoto e Sapone. «Nel caso di specie, il primo manca, nonostante la pubblica accusa abbia chiaramente delineato gli elementi di cui è alla ricerca, alcuni dei quali, peraltro, talmente specifici da prestarsi a essere "intercettati" proprio mediante l'utilizzo di parole chiave (si pensi alla consulenza del C T Linarello). Pur essendo tale lacuna sufficiente a giustificare l'esito d i questo riesame, non può fare a meno d'osservarsi come desti perplessità anche la perimetrazione temporale dei dati d i interesse (dal 2014 al 2025)».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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