Furgone per il trasporto di persone fragili in fiamme: appello delle Acli
Il circolo Acli di San Polo lancia un appello alla comunità per l’acquisto di un nuovo «PoloBus». Il furgone, che in 12 anni di attività ha effettuato migliaia di trasporti persone fragili nella zona est di Brescia, è andato fuoco qualche settimana fa, a causa probabilmente di un cortocircuito all'impianto elettrico
«Ciò ci ha impedito di continuare a garantire un servizio di trasporto gratuito dal lunedì al sabato, lungo un percorso che mette in comunicazione i luoghi maggiormente frequentati nella quotidianità: supermercati, centri sociali, circoli ricreativi, cimiteri, farmacie, ambulatori, chiese, metro – evidenzia Fabio Basile, presidente del circolo Acli San Polo –. Stiamo valutando la possibilità di utilizzare provvisoriamente auto private dei volontari per non lasciare in difficoltà almeno gli utenti più fragili ma questa non può certo rappresentare la soluzione del problema».
L’appello
E continua: «Abbiamo bisogno di un furgone per riprendere il servizio, per questo chiediamo aiuto per il suo acquisto: ci rivolgiamo in particolare alle realtà economiche presenti a San Polo e Sant’Eufemia che sappiamo essere attente ai problemi sociali del territorio e sensibili alla ricerca di soluzioni adeguate. L'eventuale contributo, essendo devoluto ad associazione di promozione sociale iscritta nei pubblici registri, è deducibile dal reddito d'impresa con le modalità stabilite per legge».
Il servizio è in capo al Punto comunità San Polo Cimabue, riconosciuto dal Comune di Brescia e di cui il circolo Acli San Polo è capofila di altri tre partner: parrocchia Sant’Angela Merici, Us Acli San Polo e associazione GasPolo
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