Frana di Pisogne, si farà esplodere la parete: come si interverrà

A due mesi dalla frana e a tre settimane dal via alle operazioni di pulitura e monitoraggio sulla frana di Sonvico, martedì prossimo entrerà in gioco l’esplosivo.
Il geologo Luca Albertelli e l’esperto esplosivista Danilo Coppe metteranno in atto le delicate operazioni di distacco della grossa porzione di roccia rimasta instabile che è necessario far cadere a terra per rendere più sicura la parete a monte della strada.
Messa in sicurezza
Le operazioni di disgaggio con esplosivo avverranno tra le 15 e le 17, mentre il Centro operativo comunale, con Vigili del fuoco, Protezione civile e Areu sarà allestito in via Isonni; a fianco, nella sala Romanino, alla presenza dei tecnici della Regione Lombardia, l’operazione sarà monitorata da remoto. Per effettuare l’intervento in sicurezza, dalle 14 alle 17 sarà interdetto il transito sul sentiero di Mora e sarà inibito l’accesso all’altezza della località Dossello.
«Il disgaggio con esplosivo sarà coordinato da professionisti e avverrà in modo controllato - spiega il sindaco Federico Laini -, ma qualche piccolo masso potrebbe schizzare a decine di metri. Per questo chiuderemo strade e percorsi. Chiediamo a tutti di attenersi alle indicazioni e di non cercare luoghi esposti per assistere al crollo, poiché potrebbe rivelarsi pericoloso. Sono stati avvisati i gestori di tutti i servizi, perché siano pronti a intervenire per ogni necessità».
L’intervento
Sulla parete rocciosa ci sono perforazioni per quasi 600 metri, dove sarà alloggiato l’esplosivo. A spiegare nei dettagli è il geologo Luca Albertelli: «Le perforazioni sono quasi completate, lunedì toglieremo i sensori, per evitare che si danneggino, e martedì mattina verranno armati i fori. Due le fasi, una prima linea di fori ed esplosione di taglio del volume e una seconda con esplosivo per ridurre il volume a porzioni più piccole, per rendere più facile la disgregazione della massa». Dopo il primo botto sarà effettuata una verifica, per capire se è rimasta roccia pericolante e se sono necessarie altre cariche di minore entità, per pulire il versante da eventuali volumi destabilizzati a causa delle onde d’urto.
«Grazie alla competenza di Coppe - aggiunge Albertelli - si cercherà di limitare la fascia di disturbo del versante, proprio per far sì che poi sia tutto sotto controllo».
Sul posto saranno presenti Polizia locale, carabinieri e protezione civile, per verificare il rispetto delle regole, mentre una squadra di Vigili del fuoco e una della Sma Pisogne garantiranno l’intervento in caso di necessità.
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