Frana a Marone: coinvolto l’acquedotto che serve 2000 persone

I danni per ora sono limitati, perché gli interventi sono stati immediati, ma la strada che percorre la Val Pintana è comunque minacciata da uno smottamento che ha già provocato la sua chiusura e un intervento d'urgenza per salvare il tratto di acquedotto che scende della montagna e serve 1200 utenze e circa 2.000 maronesi. A causare la frana sarebbero state le piogge cadute a cavallo di giovedì 19 febbraio, responsabili dello scivolamento di un tratto di terra che, tra l'altro, il Comune aveva già posto sotto osservazione da tempo.
I segni della frana si sono visti il giorno 23, quando, dopo un sopralluogo, il sindaco Alessio Rinaldi ha emesso un'ordinanza urgente di chiusura di tutta via Val Pintana, da Pregasso a Collepiano, dove sbocca sulla grande rotatoria che smista il traffico della Sebina 510 a monte.
Il dissesto
Come spiegato dallo stesso sindaco, «il dissesto ha compromesso la stabilità di una porzione di carreggiata e del muro di sostegno a ridosso dell'abitato di Pregasso, interferendo anche con un'importante dorsale del reticolo di distribuzione dell'acqua potabile che serve il sottostante borgo di Pregasso e altre case delle località Vesto e Ariolo. La strada è interessata per una ventina di metri. Dopo il sopralluogo i tecnici della Sebino Servizi sono intervenuti rapidamente predisponendo una tubazione dell’acquedotto provvisoria di 70 metri che by-passa quella sotto la strada, ormai in situazione precaria. Questo ha impedito che molte case maronesi si trovassero all'improvviso senz'acqua».

Nelle ultime ore è già stato dato l'incarico a una ditta specializzata che lavorerà immediatamente per mettere strada e reticolo dell'acquedotto. Il problema potrebbe comunque essere più esteso e coinvolgere un'area più ampia. «Abbiano verificato che oltre i 20 metri di strada interessati ce ne sono altri 60, a salire verso Collepiano, non ancora ceduti ma in condizioni non tranquillizzanti e meritevoli di tutte le attenzioni del caso – ricorda il sindaco – anche perché la strada è interessata da passaggi di automobili, furgoncini e trattori, e può essere aperta solo dopo averne verificato la tenuta senza tralasciare nulla». La stima del danno è di 100.000 euro, per cui il Comune conta sul sostegno di Regione Lombardia.
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