«Fondi bloccati, stop alle lezioni». Regione: «Emerse irregolarità»

Da un lato ci sono le Fondazioni Ikaros, Et Labora, Its JobsAcademy Italia e Its JobsAcademy Lombardia che contestano «il protrarsi del blocco dei finanziamenti, nonostante si tratti di risorse già riconosciute e decretate». Dall’altro c’è la Regione che lamenta «irregolarità e difformità rispetto a quanto previsto dalle regole per l’utilizzo delle risorse pubbliche» e precisa: «In assenza della documentazione necessaria a certificarne la legittimità e l’ammissibilità, le cifre vantate come crediti non possono essere riconosciute».
Lo scontro, insomma, è acceso al punto che le Fondazioni - alle quali fanno capo scuole situate nella Bergamasca e frequentate anche da giovani dell’Ovest Bresciano - annunciano la sospensione dei servizi formativi a partire da lunedì 13 aprile: «Una decisione sofferta ma inevitabile, che coinvolgerà oltre 2.500 studenti, i nostri talenti, e avrà un impatto diretto su 211 collaboratori e circa 350 professionisti continuativi, che da quel momento si troveranno impossibilitati a proseguire le attività». Non solo: attraverso una nota firmata dai presidenti Lorenzo Merlini Manzoni e il bresciano Giovanni Santini chiedono le dimissioni dell’assessore Simona Tironi, ritenendo che «siano venute meno le condizioni minime per l’esercizio del suo ruolo». E rivolgono un appello al presidente Attilio Fontana affinché «intervenga con urgenza per ristabilire verità, giustizia e continuità istituzionale, impedendo che una situazione già grave degeneri ulteriormente fino a compromettere il diritto allo studio e al lavoro di migliaia di persone». A ciò si aggiunge la decisione di dare vita, mercoledì alle 12, a una mobilitazione sotto la sede della Regione.
Lo stesso giorno i presidenti delle Fondazioni si recheranno al Pirellone per chiedere di essere ricevuti dal governatore Fontana: «Non è più tempo di rinvii o dichiarazioni contraddittorie: è necessario un atto di responsabilità immediato che consenta lo sblocco delle risorse e la ripresa regolare delle attività. Le fondazioni ribadiscono la propria totale disponibilità al confronto nelle sedi istituzionali e giudiziarie competenti».
Botta e risposta
La replica non si è fatta attendere. La Regione ribadisce la correttezza del proprio operato: «Pur consapevoli delle difficoltà gestionali di questi Enti, tutti controllati direttamente o indirettamente dalle stesse persone, l’azione regionale si è sempre orientata a garantire continuità formativa agli studenti e stabilità al sistema, anche in presenza di criticità gestionali che stanno emergendo con drammatica evidenza». Dalle recenti analisi della situazione finanziaria degli enti, infatti, «sono emersi elementi di fragilità risalenti nel tempo e indipendenti dall’azione regionale, tra cui esposizioni debitorie rilevanti verso fornitori e istituti bancari, mancati pagamenti a docenti e collaboratori come attestano i contenziosi aperti da molti anni, i cui esiti si vedono ora».
«Indipendentemente dalle indagini in corso da parte della Magistratura su figure chiave di questi Enti - si legge nella nota diffusa dalla Regione -, pur avendo assunto un doveroso atteggiamento prudenziale e di verifica, in costante dialogo con gli attuali legali rappresentanti degli stessi, Regione, anche nel corso dell’anno 2025-26, non ha mai fatto venir meno il proprio sostegno a tutela delle attività di interesse pubblico svolte». Il riferimento contenuto nella nota è all’inchiesta, di cui ha dato conto nei mesi scorsi la stampa bergamasca, che vede coinvolti dodici soggetti con le ipotesi di reato di truffa, peculato, turbativa d’asta, fatture false e infedeltà patrimoniale, al centro della quale sta proprio a una possibile distrazione dei fondi pubblici destinati alla formazione. Nel dettaglio «dal 2019 Regione ha destinato agli enti interessati oltre 70 milioni di euro, di cui più di 31 milioni erogati dal 2023. I pagamenti non si sono mai interrotti e il più recente risale al mese di marzo 2026, senza considerare, infine, le ulteriori risorse direttamente destinate dal Ministero dell’Istruzione alle Fondazioni Its tramite Pnrr».
Rassicurazioni
Infine una precisazione: «Eventuali ritardi nelle liquidazioni sono esclusivamente riconducibili alla mancata o incompleta trasmissione della documentazione richiesta da parte degli enti interessati». La nota si conclude nel segno della speranza: «L’obiettivo di Regione è assicurare la continuità del percorso educativo e formativo per gli allievi. Sono in corso di avanzata definizione le procedure necessarie per assicurare a tutti i ragazzi iscritti di completare l’anno formativo in corso, di effettuare gli scrutini e le prove d’esame. Entro fine mese, questa spiacevole situazione sarà risolta. Né i nostri ragazzi né le loro famiglie devono preoccuparsi».
Precisazione
«Da mesi, insieme alla mia direzione, stiamo lavorando per garantire continuità a studenti, famiglie e docenti. E così sarà - aggiunge l’assessore Simona Tironi -. Nel rispetto delle indagini in corso della Procura di Bergamo, i miei uffici continueranno a pretendere la massima trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici. Perché responsabilità significa anche questo: tutelare le persone, fare chiarezza e garantire che ogni risorsa pubblica venga utilizzata nel modo corretto».
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